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Mercoledì 20 Settembre 2017 | 20:23

Regione Puglia finanzia oasi di ripopolamento ittico a Molfetta e Polignano

Progetto della Regione della durata di 5 anni che, con due milioni di euro, sta finanziando l'allestimento di moduli in calcestruzzo. Serviranno da rifugio per i pesci che potranno così essere al sicuro dai pescatori che utilizzando lo strascico, di fatto, hanno snaturato i fondali marini
Ricostruire quello che è stato distrutto, ovvero creare un habitat accogliente e sicuro per consentire il ripopolamento della fauna marina e, dunque, il miglioramento della produzione ittica.
A questo mira il progetto della Regione che, con due milioni di euro, sta finanziando l'allestimento di moduli in calcestruzzo. Serviranno da rifugio per i pesci che potranno così essere al sicuro dai pescatori che utilizzando lo strascico, di fatto, hanno snaturato i fondali marini.
Nello specifico, il progetto, della durata di cinque anni, prevede la realizzazione di due oasi di ripopolamento: a Molfetta (Torre Gavetone) e nel tratto della costa tra Polignano e Mola di Bari.
«In mare - dice Francesco Nappi, assessore alla pesca del Comune di Molfetta - verranno impiantate diversi moduli forati, messi a forma piramidale: serviranno, a pesci e crostacei, come rifugio ma anche quale luogo di riproduzione».
Le piramidi verranno posizionate ad una distanza di 600 metri dal mare, ad una profondità che andrà da un minimo di 10 ad un massimo di 26 metri.
La realizzazione di queste barriere artificiali è mirata alla valorizzazione delle opportunità di pesca, di maricoltura e anche di ripopolamento. A tal fine, il progetto regionale prevede anche la protezione dell'area (tramite monitoraggi e rilevamenti da parte di sub specializzati ma anche dell'impiego di aerei che controlleranno la zona), in modo da impedire l'azione dello strascico illegale per salvaguardare le forme giovanili degli organismi presenti sul fondale, consentendo l'accrescimento e anche l'aumento di peso e taglia.
Dal punto di vista socio-economiche e ambientali, le finalità del progetto, come si legge nel suo testo, sono quelle di: «dare rilancio alla pesca locale, che attraversa una crisi seria sia a causa dell'elevato sforzo di pesca sia dovuta a cause ambientali; favorire la riconversione di parte della piccola pesca; avviare la valorizzazione della fascia costiera e, infine, la realizzazione di un sistema di aree marine protette».
«In futuro si può anche ipotizzare - aggiunge Nappi - lo sviluppo di un turismo legato alla pesca, ad esempio con visite guidate nelle oasi, che porterà ulteriori vantaggi socio-economici».
Stefania Lisena

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