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Giovedì 21 Settembre 2017 | 18:05

Shoah - Medaglia al Merito a Nardò conferita dal presidente Ciampi

«Negli anni tra il 1943 e il 1947, il Comune di Nardò, al fine di fornire la necessaria assistenza in favore degli ebrei liberati dai campi di sterminio, in viaggio verso il nascente Stato di Israele, dava vita, nel proprio territorio, ad un centro di esemplare efficienza»
ROMA - Il Presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi, in occasione del 27 gennaio, Giornata Nazionale della Memoria, ha conferito motu proprio la Medaglia d'oro al Merito Civile al Comune di Nardò con la seguente motivazione: «Negli anni tra il 1943 e il 1947, il Comune di Nardò, al fine di fornire la necessaria assistenza in favore degli ebrei liberati dai campi di sterminio, in viaggio verso il nascente Stato di Israele, dava vita, nel proprio territorio, ad un centro di esemplare efficienza. La popolazione tutta, nel solco della tolleranza religiosa e culturale, collaborava a questa generosa azione posta in essere per alleviare le sofferenze degli esuli, e, nell'offrire strutture per consentire loro di professare liberamente la propria religione, dava prova dei più elevati sentimenti di solidarietà umana e di elette virtù civiche».

La medaglia d'oro al valor civile concessa oggi alla popolazione di Nardò dal presidente della Repubblica premia un popolo che in anni difficili creò per decine di migliaia di ebrei scampati alla Shoah condizioni di vita accettabili e soprattutto garantì la sopravvivenza e i diritti che a milioni di altri negli anni tra il '43 e il '45 venivano negati: la terra nell'estremo Salento fu per quegli ebrei l'ultimo avamposto dell'Europa e il primo passo verso la libertà che per alcuni di loro si chiamò Israele e per altri America. Accadde alla fine della seconda guerra mondiale, dal '43 al '47, a Santa Maria al Bagno, bella località costiera di Nardò: lì arrivarono in quegli anni quasi 100.000 ebrei, molti in fuga dai loro persecutori, molti altri già liberati dai campi di sterminio dopo la disfatta dei nazisti.
Negli anni Trenta Santa Maria al Bagno era un rinomato centro di villeggiatura salentino nel quale vivevano alcune centinaia di persone, ma che era in grado di accogliere migliaia di turisti. Per questa ragione, dopo la fine della guerra, tra il '44 e il '47, fu scelto dagli alleati angloamericani come campo profughi. Tutto il paese fu requisito e adattato alle esigenze di questa sua nuova funzione che lo portò a ospitare prima 30.000 slavi e poi circa 100.000 ebrei. Una casa dove oggi sorge un bar venne trasformata in sinagoga, in una masseria venne realizzato un kibbutz e alcuni locali vennero adattati a magazzino.
Del passaggio degli ebrei è rimasta traccia sulle mura di un deposito abbandonato nel centro del paese, su cui un ebreo di origine polacca, Zivi Miller, disegnò il viaggio dai lager sino a quell'estremo lembo del Salento, verso la libertà e la Terra Promessa, rappresentata come una grande stella di Davide al di là del mare: un popolo in cammino verso il grande portale rappresentato dalla stella di David. I dipinti oggi sono noti come i murales di Santa Maria al Bagno. Zivi Miller viene ancora ricordato dai più anziani abitanti della marina, anche perchè era stato protagonista di una fuga rocambolesca per sottrarsi alle deportazioni nei campi di sterminio: a Santa Maria al Bagno oltre alla libertà trovò anche la compagna della vita, dal momento che sposò una ragazza del luogo che poi partì con lui.
Molti nella marina di Nardò si fermarono pochi giorni, ma molti altri restarono anche più di due anni. Nacquero amicizie, e nacquero anche amori: furono celebrati civilmente più di 350 matrimoni documentati all'anagrafe di Nardò, in massima parte tra ebrei di origine polacca. Ma anche una decina tra profughi e residenti.
Sulle pareti Zivi Miller disegnò il suo viaggio verso la speranza, ma testimoniò anche l'ostilità verso gli inglesi che gestivano il campo e che (per motivi legati a una politica estera filoaraba) osteggiavano la formazione di uno Stato ebraico e la partenza degli ebrei verso Israele. Per questa ragione, malgrado il campo fosse libero, e chi vi risiedeva potesse andare e venire liberamente, tutte le partenze verso il nuovo Stato di Israele furono organizzate clandestinamente. Molte di queste furono preparate da Ben Gurion, grande protagonista della nascita dello Stato di Israele, di cui divenne il primo capo di governo, che visse a Santa Maria al Bagno insieme con altri personaggi come Golda Meir, la firma della quale risulta dagli atti di un matrimonio celebrato il 26 febbraio 1946.

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