Lunedì 23 Luglio 2018 | 03:46

Milano - Di un barlettano cadavere carbonizzato

All'identità di Nicola Caporusso, 36 anni, gli investigatori sono risaliti grazie alle impronte digitali. Il corpo è stato trovato martedì, in una zona frequentata da transessuali. L'uomo era al Nord in cerca di lavoro
MILANO - Sono state determinanti le impronte digitali, del dito indice e del medio di una mano, per scoprire che l'identità del cadavere carbonizzato trovato a Milano martedì scorso è di un giovane pugliese.
Si tratta di Nicola Caporusso, 36 anni, di Barletta, che da qualche anno si era trasferito in Lombardia in cerca di lavoro
Secondo gli investigatori l'uomo sarebbe stato prima strangolato e quindi bruciato.
A Caporusso, che viveva solo a Milano, gli uomini della Squadra Mobile sono arrivati in seguito al fatto che l'uomo aveva qualche piccolo precedente (per furto e ricettazione), particolare che ha consentito i poliziotti di risalire all'identità una volta ottenute le impronte sul cadavere quasi completamente carbonizzato.
Le indagini della Squadra Mobile milanese si stanno indirizzando negli ambienti della prostituzione dei transessuali e già nei giorni scorsi alcuni viados erano infatti già stati sentiti negli uffici della Questura. Il cadavere del 36enne barlettano è stato trovato in via Caio Mario, una stradina deserta che si trova in una zona particolarmente frequentata spesso da transessuali.
Paolo Pinnelli

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