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Domenica 24 Settembre 2017 | 05:22

Con la piastra logistica, aumenta la competitività del porto di Taranto

L'opera contribuirà a razionalizzare e a rendere la distribuzione delle merci in partenza e in arrivo più economica e rapida. L'investimento complessivo della delibera Cipe ammonta a circa 156 milioni di euro
TARANTO - Con la realizzazione della piastra logistica il Porto di Taranto punta a diventare sempre più il ponte commerciale che unisce l'Oriente all'Europa e al mondo. Lo sottolinea il segretario dell'Autorità Portuale Michele Conte spiegando come l'opera «risponda in maniera concreta alla vivacità del settore portuale, soprattutto a quello del comparto logistico». Il progetto è stato affidato a un Associazione Temporanea di Imprese di cui è capofila la Grassetto, una società del gruppo Gavio di Torino.
Della cordata fanno parte anche la LogSystem e la Fincosit. Secondo le previsioni la piastra logistica, un complesso a forte valore aggiunto, contribuirà a razionalizzare e a rendere la distribuzione delle merci in partenza e in arrivo più economica e rapida.
A parte il grosso impatto occupazionale consentito dai lavori di costruzione, sono una cinquantina i nuovi addetti previsti ma, a regime, potrebbero essere un centinaio in più se intorno alla piattaforma si creerà quello sviluppo economico e quell'indotto nei trasporti, nell'imballaggio, nella realizzazione di impianti connessi che tutti auspicano. Il progetto utilizza il sistema del project financing.
Tra le opere da realizzare, che rientrano all'interno della Legge Obiettivo, la Piattaforma Logistica, l'ampliamento del IV Sporgente, la darsena ad ovest del IV Sporgente, la strada dei Moli e i relativi impianti. L'investimento complessivo della delibera Cipe ammonta a circa 156 milioni di euro, di cui poco meno di 37 a carico dei privati, 97 a carico a carico dell'Autorità Portuale e 21 dalla legge Obiettivo.
«Noi ci auguriamo - afferma Conte - che entro tre anni si possano completare le opere». Molto importante viene considerata la cosiddetta strada dei Moli che collegherà gli approdi. «Si tratta di 5 o 6 chilometri - continua - che, superando strozzature e difficoltà, collegheranno il vecchio porto al nuovo, passando sotto la ferrovia e incrociando la strada statale 106 per la Calabria. La strada verrà adeguata alle norme sulle arterie ordinarie, pur non essendoci gli stessi obblighi. Nonostante siano previste basse velocità, dobbiamo considerare anche i carichi eccezionali che la attraverseranno. Ma poi, grazie alla realizzazione di questa strada, porteremo dall'altra parte i servizi, e cioè acqua, luce, fogna, fibre ottiche. Sarà un'opera che renderà fruibile una realtà nata negli anni '70, senza infrastrutture, e cresciuta in modo 'smozzicatò per stratificazioni, senza una logica».
L'altra opera fondamentale è la costruzione e la gestione della Piastra Logistica vera e propria nei pressi del IV sporgente che verrà raddoppiato e potenziato, con la relativa darsena e la riutilizzazione dell'area della ferrovia dismessa con la possibilità di raccordo con la rete delle Fs.
«E' una opportunità unica ai fini dell'intermodalità - evidenzia il segretario Conte - che non si trova in nessuna realtà portuale in Italia. Un sistema che vede racchiuse in uno spazio ravvicinato tre diverse vie di comunicazione: mare, strada e ferrovia». Le opere hanno subito alcuni ritardi. L'area di Taranto è considerata a rischio ambientale. Ciò ha reso necessarie la caratterizzazione e la bonifica dell'area portuale, ad esempio con l'effettuazione di sondaggi sulle conseguenze delle escavazioni. Le opere hanno ricevuto, infine l'approvazione da parte del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici e anche i problemi con il Ministero dell'Ambiente sono stati superati. Entro tre mesi il progetto dovrà avere l'approvazione definitiva da parte del Cipe.
L'inizio dei lavori, se tutto procederà senza intoppi, è previsto per l'autunno. Il movimento di merci nel porto di Taranto è in continua crescita. Nel corso dell'anno 2004 sono transitate circa 43 milioni di tonnellate di merci, 5 in più dell'anno precedente. Il maggior afflusso di prodotti al porto jonico arriva dalla Cina.
Taranto è lo scalo di passaggio nel Mediterraneo sulla rotta tra Suez e Gibilterra. L'anno scorso, grazie alla piattaforma Evergreen, sono stati complessivamente 800 mila i container in partenza e in arrivo. L'ampliamento del IV Sporgente aumenterà la capacità di accoglimento dei container. Taranto è il porto più importante del Mediterraneo per la movimentazione in uscita di prodotti siderurgici. Circa 8 milioni di tonnellate sono state esportate durante l'anno appena trascorso.
«E' vero che le imprese italiane stanno delocalizzando le loro produzioni - aggiunge Conte - ma ciò rende ancora più fondamentale il settore della logistica che non a caso è in forte espansione ed è l'unico che nel nostro paese attira capitali stranieri come dimostra la vicenda del Terminal Contenitori Evergreen, realizzato da una società di Taiwan. Se riuscissimo, per esempio, a realizzare nei prossimi anni un Distripark a Taranto si potrebbe sottrarre a Rotterdam il primato europeo e mondiale, perchè le merci provenienti dall'Oriente arriverebbero a Taranto cinque giorni prima che nel porto olandese. E dal nostro scalo potrebbero essere smistate in anticipo e più comodamente in tutta Europa e nel mondo».
«Dobbiamo cercare soluzioni specifiche, originali, senza fare concorrenza agli altri - spiega - e creare infrastrutture che non guardino esclusivamente all'import-export ma a uno scenario europeo e mondiale. Anche perchè nel Mediterraneo e in Italia ci sono altri porti come Gioia Tauro, Salerno, Napoli e in Puglia ce ne sono almeno altri due, Bari e Brindisi, per limitarsi a quelli che hanno un'Autorità Portuale. Dobbiamo posizionarci per ricevere l'ondata cinese, apertasi dopo la caduta delle barriere commerciali che ha fatto finire i contingentamenti».
Per aiutare le Autorità Portuali a farsi trovare preparati e a mettersi in rete di fronte al previsto ingresso di merci in Europa il governo italiano ha affidato un incarico specifico al ministro plenipotenziario Bradanini. «Il porto di Taranto - continua Conte - è specializzato in diversi settori non solo nei contenitori come accade in altri scali. E' uno dei porti più completi nei vari settori, tranne che in quello passeggeri per il quale sono più attrezzati Bari e Brindisi. L'aumento del traffico merci è stato dovuto al buon andamento dei settori siderurgico e petrolifero - spiega - che hanno goduto di una congiuntura favorevole. Noi cerchiamo in ogni modo di rendere sempre più appetibile il nostro porto, ad esempio con la tariffa unica per il rimorchio. Una possibilità che non esiste in altri porti e che dipende da un'ottima predisposizione dell'impresa di pilotaggio e da una buona collaborazione tra le Autorità Marittima e Portuale».

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