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Mercoledì 20 Settembre 2017 | 07:54

Immigrazione - «L'Ue ha un ruolo-chiave»

Relazione del sottosegretario all'Interno Alfredo Mantovano a Lecce, al convegno del Movimento cristiano lavoratori. «Per i profughi procedure più veloci»
LECCE - Nella gestione del fenomeno immigrazione secondo il sottosegretario all'Interno Alfredo Mantovano occorre passare a un livello più avanzato, che tenga conto delle esigenze sia dei Paesi di provenienza degli immigrati sia di quelli d'arrivo, e in questa politica l'Unione europea deve svolgere un ruolo fondamentale.
Mantovano ne ha parlato intervenendo oggi a Lecce al seminario internazionale di studi su "Area mediterranea ed immigrazione", organizzato dal Movimento Cristiano Lavoratori.
In Italia - ha detto l'esponente del Governo - la vicenda dell'immigrazione «ha conosciuto in questa legislatura una prima fase che ha puntato a fare uscire dall'emergenza, ridimensionando la dimensione della clandestinità, regolarizzando tutta quella realtà di lavoro nero e quindi di sfruttamento che derivava dal lassismo degli anni precedenti, e ponendo le basi per una collaborazione che sta già avvenendo con tanti Paesi di provenienza di immigrazione di vario tipo, regolare e irregolare».
«Adesso - ha spiegato - è il momento di passare a quella che potrebbe definirsi la fase due, cioè ad un lavoro teso alla integrazione di chi è presente sul territorio nazionale e a far sì che i flussi non siano dettati dai mercanti di schiavi, ma da quegli accordi che contemperano le esigenze dei Paesi di provenienza e dei Paesi d'arrivo in un contesto in cui l'Unione Europea deve recitare la parte fondamentale».
A proposito poi delle richieste di asilo politico, Mantovano ha detto che «tra qualche settimana, in virtù di alcune norme inserite nella Fini-Bossi, che stanno diventando operative, sarà possibile rispondere alle domande di asilo con una velocità certamente superiore rispetto al passato, perché ci saranno sette commissioni deputate a esaminare le domande d'asilo, contro l'unica commissione che finora ha lavorato».
«Al tempo stesso - ha aggiunto - stanno partendo in sette luoghi diversi del territorio nazionale dei centri di identificazione dei richiedenti asilo, che in questo modo non saranno costretti a stare nei centri per i clandestini destinati all'espulsione, quindi avranno delle condizioni di sicurezza certamente più adeguate al loro status. Il Parlamento ha già all'ordine del giorno dell'aula la nuova legge sull'asilo. Spero che entro questa legislatura questo disegno di legge possa trovare più completa attuazione, tenendo conto che l'Italia non comincia da zero, ha già dato delle risposte e ne darà già da subito di più efficaci».
Secondo i dati resi noti nel corso del seminario da Mantovano, oggi in Italia ci sono più di due milioni e mezzo di immigrati regolari che, con i ricongiungimenti familiari, diventeranno presto circa 3 milioni: più del 5% della popolazione italiana residente. Di fronte a un fenomeno di questo tipo - ha detto - «l'obiettivo è quello di costruire una società che non abbia paura degli immigrati».
Il presidente della Regione Puglia, Raffaele Fitto, ha affermato di considerare l'immigrazione, e in particolare quella nell'area mediterranea, una «questione decisiva per il nuovo sviluppo anche dell'intera Ue: nel 2111 infatti - ha osservato - partirà l'area di libero scambio nel Mediterraneo».
«In questa prospettiva - ha continuato Fitto - sono stati già avviati dei programmi comunitari, e non solo comunitari, per realizzare una coesione che non sia più solo un fatto economico, ma di integrazione sociale a livello transterritoriale, per la crescita democratica di tutti i Paesi che affacciano sul bacino mediterraneo. Costruire un Mediterraneo democratico è interesse dell'Italia, del Mezzogiorno e della Ue».
Un appello ai Paesi ricchi perché non sfruttino l'immigrazione per i propri interessi economici è stato rivolto da don Cesare Lodeserto, direttore del centro di accoglienza "Regina Pacis", a Melendugno. «Bisogna sostenere gli immigrati e dialogare con i politici», ha detto aggiungendo che oggi l'immigrazione è sempre più un problema al femminile: «Oltre il 47 per cento dell'immigrazione mondiale è femminile».
Don Cesare considera quello delle badanti un problema delicato, soprattutto con riferimento ai Paesi dell'Est: «Dobbiamo pensare che ad ogni badante che noi teniamo in famiglia, magari come clandestina, corrisponde altrove una famiglia senza una mamma: stiamo cioè impoverendo questo istituto fondamentale della famiglia. E questi sono prezzi che non potremo evitare di pagare cari, magari fra 15 anni» ha concluso.

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