Lunedì 23 Luglio 2018 | 03:54

Ecomafia a Trani: l'inchiesta continua

Il giudice per le indagini preliminari Michele Nardi ha respinto la richiesta di archiviazione presentata dal Pubblico ministero Francesco Bretone. Indagini alla ricerca della causa di un'anomala impennata di tumori
L'inchiesta deve continuare, altro che archiviazione.
Il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Trani Michele Nardi non si accontenta di quanto fatto sinora e così respinge per la seconda volta la richiesta del Pubblico Ministero Francesco Bretone, imponendogli di continuare ad indagare a vasto raggio.
Per il giudice per le indagini preliminari, dunque, bisogna scavare, interrogare e ricercare con ogni mezzo per capire perché nel quinquennio 1989-1994 a Trani si sia registrato un evidente aumento di morti per tumore. Alcune specie di neoplasia in particolare, la cui causa potrebbe nascondersi nell'inquinamento derivante dell'illecito smaltimento di rifiuti tossici, seppelliti, ma chissà dove, nel territorio cittadino.
Molto probabilmente in qualche cava. Magari anche all'insaputa dei titolari, o con costrizione degli stessi a subire il fenomeno in un vorticoso giro di danaro e malaffare.
Perché in quegli anni a Trani, di notte, i viottoli che conducono alle cave sarebbero stati un via vai di camion che avrebbero riversato e costipato in discariche abusive rifiuti d'ogni sorta. Anche quelli tossici, con probabile inquinamento delle falde acquifere, dei terreni e dell'aria, con tutti i conseguenti effetti nefasti anche nel ciclo alimentare.
In altre parole "ecomafia", di cui fece intuire anche l'ex boss Salvatore Annacondia a seguito del suo pentimento.
Per il giudice per le indagini preliminari è «incontrovertibile la veridicità delle dichiarazioni di Annacondia». Così scrive Nardi nel provvedimento con cui impone al Pm un ulteriore supplemento d'indagini e la trasmissione degli atti al Comune di Trani perché bonifichi i siti interessati.
Un secondo rinvio al mittente dopo il precedente diniego all'archiviazione espresso dal giudice per le indagini preliminari il 30 giugno 2001.
Un'inchiesta aperta nell'ormai lontano '97, dopo che un giornale locale aveva denunciato «un anomalo andamento delle neoplasie che a Trani faceva registrare dei picchi anomali rispetto alle medie regionali e nazionali».
Ipotizzati una serie di reati a carico d'ignoti, tra cui l'omicidio colposo plurimo, proprio a causa dell'elevato numero di tumori registrati da quel periodo.
Dati ufficiali del '96 racchiusi in una relazione della "Commissione Cittadina permanente sul cancro".
Da allora nessun altro censimento ufficiale nonostante la lodevole iniziativa di istituire un registro tumori.
Dal canto suo il Pm Bretone proseguì l'inchiesta. Annacondia, interrogato dall'Antimafia, avrebbe offerto elementi generici.
Ma anche un politico ed un imprenditore tranese, sebbene non implicati nell'inchiesta, potrebbero sapere qualcosa sulla vicenda.
Nel frattempo la telemetria (speciali foto scattate da un elicottero) disposta dal Pm Bretone non ha evidenziato siti con rifiuti radioattivi.
Ma per il giudice per le indagini preliminari Nardi non basta. Bisogna continuare a cercare, anche con l'ausilio dell'Esercito se necessario. Il giudice per le indagini preliminari ha richiamato lo svolgimento delle "elefantiache" attività d'indagine già sollecitate nel giugno 2001. Bisogna continuare ad indagare. Per scoprire qualcosa o per scacciare per sempre lo spettro del sospetto.
Antonello Norscia

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