Cerca

Sabato 23 Settembre 2017 | 09:37

Ottanta candeline per l'Università di Bari

La prima facoltà, inaugurata nel 1925, fu Medicina, alla quale seguì Giurisprudenza, Economia ed Agraria nel 1939 • I festeggiamenti per il genetliaco
Lauree Università Bari rettore Giovanni Girone BARI - L'Università di Bari compie 80 anni. Fu inaugurata il 15 gennaio del 1925, con una cerimonia al teatro Petruzzelli. C'era il principe di Udine, in rappresentanza del re, il ministro della Pubblica Istruzione, Fedele, e i maggiori esponenti della società civile barese dell'epoca. L'istituzione della Regia Università «Benito Mussolini» fu l'esito di speranze durate almeno 60 anni.
Già nel 1861, anno dell'Unità d'Italia, fu richiesta l'istituzione di una università. Nel 1817, i Borbone avevano già istituito un Reale liceo con funzioni di istruzione superiore simile alle piccole università del Nord (come afferma Ernesto Bosna in «Storia dell'Università di Bari», edito da Cacucci). Con l'Unità d'Italia, il potere centrale bloccò lo sviluppo dei licei del Sud. Comune e Provincia sollecitarono più volte l'istituzione di una università a Bari. Ma fu concessa l'istituzione di «scuola universitaria», come ai tempi dei Borbone.

LA PROVINCIA E L'ATENEO - Intanto, nel 1862 la Provincia cominciò a realizzare il palazzo Ateneo. Proseguirono i tentativi, nel 1884, nel 1894 e nel 1903 per l'istituzione dell'Università. Si era sviluppato un movimento d'opinione favorevole e «Il Corriere delle Puglie», «padre» della «Gazzetta del Mezzogiorno», portò avanti una campagna giornalistica per anni. Ci furono petizioni, interpellanze. Nel dicembre del 1919 il Consiglio comunale di Bari dispose lo stanziamento annuo di 300mila lire per l'Università e si creò un consorzio fra Comune di Bari, Provincia di Bari e Comuni della provincia. Fu decisa la cessione del palazzo Ateneo (rimase alla Provincia il primo piano).
Nel 1923 il ministro della Pubblica Istruzione, Giovanni Gentile, con decreto ministeriale, istituitì la Regia Università «Benito Mussolini», con un contributo annuo di 1 milione e 285mila lire da parte dello Stato. A Nicola Pende, padre dell'Endocrinologia, nato a Noicattaro (Bari), fu affidato l'incarico di definire le necessità con un gruppo di docenti.

MEDICINA, PRIMA FACOLTA' - La prima facoltà fu Medicina (anche se l'Istituto di commercio istituito come scuola nel 1879 e poi assorbito come Istituto dal Ministero dell'Economia nel 1886) già rilasciava titoli di studio equipollenti alla laurea. Sempre nel 1925, si iscrissero 221 studenti a Medicina, 131 al corso di Farmacia (diventò facoltà nel 1932) e 43 a Ostetricia. Trenta erano stranieri. Fu aperta anche una casa dello studente con 150 posti letto.
Nel 1925 fu istituita Giurisprudenza e Scienze economico-politiche (in totale 233 iscritti) e l'Istituto superiore di commercio fu trasformato in facoltà di Economia e commercio. Nel 1939 fu la volta di Agraria.
Le facoltà crescevano e nel 1944 furono istituiti «corsi aggiunti» di Lettere, Magistero, Scienze e Ingegneria, per consentire di far proseguire gli studi ai profughi e a coloro che stavano assolvendo il servizio di leva. Il ministro Adolfo Omodeo propose, al Consiglio dei ministri, di sopprimere i corsi baresi. Il rettore Fraccacreta e il Senato accademico si dimisero. La proposta fu ritirata e nel 1945 ripresero le lezioni. Nel novembre dello stesso anno, i corsi divennero facoltà. Fu istituito un Consultorio per l'orientamento degli studenti.
Lo sviluppo dell'Ateneo (oggi quarto in Italia) è racchiuso in queste cifre: dal 1949 al 1969 gli studenti sono passati da 12.720 a 35.207. Adesso sono 60mila. Veterinaria fu istituita nel 1971, nell'87 Architettura, Scienze politiche nel 1999 e Scienze biotecnologiche nel 2001.
Lo sviluppo dell'Ateneo barese è stato costante e previsto dal ministro Giovanni Gentile che lo volle istituire auspicando una costante attenzione al Mezzogiorno e ai Balcani.
Manlio Triggiani

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400

Altri articoli dalla sezione