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Lunedì 25 Settembre 2017 | 13:50

Specchia - Un progetto per i frantoi sotterranei

Dopo la donazione di di Giuseppe Scupola, l'Amministrazione Comunale è divenuta la proprietaria del frantoio ipogeo e della grotta adiacente, ubicati sotto l'attuale strada denominata via Garibaldi e confinante con via Plebiscito
In provincia di Lecce, precisamente nel Comune di Specchia, esiste una storia antica millenni che viene riscoperta e valorizzata nel quotidiano.
Frantoi sotterranei, 20 in tutto, sono la testimonianza architettonica dell'enorme produzione dell'olio che la cittadina salentina vantava nei secoli scorsi.
Oggi, grazie alla donazione di Giuseppe Scupola, l'Amministrazione Comunale è divenuta la proprietaria del frantoio ipogeo e della grotta adiacente, ubicati sotto l'attuale strada denominata via Garibaldi e confinante con via Plebiscito.
Intento dell'istituzione è quello di creare un percorso storico - culturale degli antichi frantoi ipogei, denominato «Specchia sotterranea», collegando tra loro i quattro frantoi ipogei di proprietà comunale, divenuti con la donazione odierna cinque. Un progetto, questo, finalizzato alla conoscenza, per le generazioni future, delle metodologie costruttive adottate e delle tecniche di produzione olivicole riguardanti la tradizione contadina.
«Attualmente - dice Antonio Lia, sindaco di Specchia - stiamo facendo studi geologici per capire dove posizionare l'ingresso del percorso. Ci auguriamo che i lavori procedano velocemente al fine di inaugurare «Specchia sotterranea» entro quest'estate».
Inoltre, aggiunge: «L'Amministrazione Comunale intende tutelare, salvaguardare e recuperare questi frantoi, per contribuire alla scoperta dei valori che hanno rappresentato valenze di natura economica, ma che oggi più di ieri, esprimono, con una tradizione umile ma fattiva, la sacralità del lavoro e con essa la valorizzazione di un prodotto vecchio quanto il mondo. Conoscere questi interessanti ambienti, significa tutelarne le valenze che, per le particolare caratteristiche del territorio agrario salentino, sono parte integrante del paesaggio e dell'architettura rurale che connotano tutto il territorio di Terra d'Otranto».
Realizzati tra il 1500 e il 1800, i frantoi ipogei del Salento, rappresentano l'evoluzione industriale del territorio nel contesto della civiltà contadina esprimendo di fatto quella che era la società del lavoro in quei secoli.
I frantoi venivano realizzati sottoterra per due motivi: la facilità di escavazione rendeva più conveniente lo scavo anziché l'edificazione in superficie; era più facile mantenere una temperatura costante che si aggirava intorno ai 19 ﷓ 20 gradi C° necessaria alla separazione della cosiddetta santina (ovvero l'acqua della vegetazione) dall'olio. L'imboccatura del frantoio veniva poi posizionata a sud per meglio difendersi dai venti della tramontana.
La storia narra che durante il Regno di Napoli, il Salento aveva il primato nella produzione olearia, infatti il Capo di Leuca è ricco di queste strutture architettoniche ora abbandonate. Di fatto, i frantoi erano la fondamentale risorsa economica dell'antica provincia di Terra d'Otranto, come pure una delle principali fonti di ricchezza finanziaria del regno di Napoli, grazie alle sue imposizioni fiscali sull'esportazione dell'olio.
Stefania Lisena


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