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Sabato 23 Settembre 2017 | 07:51

Da Bari Ruini ed i vescovi alzano la voce

Apertura del consiglio della Cei. Il cardinale affronta temi caldi, come procreazione, giustizia e Finanziaria •La Cattedrale della Città si veste di nuovo
CITTA' DEL VATICANO - La soluzione dei gravi problemi della giustizia italiana esigerebbe uno sforzo condiviso. E' quanto afferma il card. Camillo Ruini, aprendo il consiglio permanente della Cei a Bari, aggiungendo che il nuovo esame parlamentare della riforma dell'ordinamento giudiziario, dopo il rinvio alle Camere del presidente della repubblica, «può essere l'occasione per uscire il più possibile dalla logica delle contrapposizioni».
Contrapposizioni che ci sono «non solo tra le forze politiche ma anche, in questo caso, tra il Parlamento e gran parte della Magistratura, oltre che tra quest'ultima e i rappresentanti degli avvocati».
Ruini ha sottolineato che nella «relazione del Procuratore Generale della Corte di Cassazione, all'apertura dell'anno giudiziario, ha evidenziato ancora una volta la gravità dei problemi la cui soluzione esigerebbe uno sforzo condiviso ed ha anche offerto alcuni spunti e indicazioni per muoversi in questa direzione».
Il card. Camillo Ruini, parlando dei problemi della giustizia in Italia, ha affrontato oggi anche il tema delle polemiche sul ddl che riduce i termini di prescrizione. Nel testo della prolusione al consiglio permanente della Cei, Ruini ha detto che ha «sollevato diffuse perplessità il disegno di legge che, insieme ad altre disposizioni certamente utili, abbrevia i termini della prescrizione, per il sospetto che il provvedimento abbia di mira situazioni di singole persone».
Nel corso dei lavori del Consiglio Permanente, i vescovi si occuperanno anche di pastorale carceraria, «tema che merita grande attenzione, anche alla luce delle situazioni di innegabile disagio che si vivono in non poche carceri italiane e che sono state evidenziate dalle proteste dei detenuti».

Finanziaria, insoddisfazione per le misure a favore delle famiglie
I vescovi italiani non sono soddisfatti delle misure inserite nella finanziaria a favore delle famiglie. Anche questo emerge dalla prolusione del card. Camillo Ruini.
«Sul versante del sostegno alle famiglie - è detto nel testo distribuito nella sala stampa vaticana - alcune misure sono senza dubbio apprezzabili, in particolare le deduzioni per i familiari a carico, sebbene decrescenti fino ad azzerarsi oltre una determinata soglia di reddito. I criteri impiegati rimangono però poco idonei a perseguire quella politica organica a favore della famiglia e quella giustizia fiscale che sarebbero invece promosse dall'adozione del «quoziente familiare».
In questa materia, secondo Ruini, sarebbe inoltre «assai importante dare certezze di lungo periodo, le sole capaci di offrire una riposta concreta alla gravissima crisi demografica che affligge il nostro Paese». Ruini ha anche segnalato alcuni indicatori economici che sembrano prospettare per l'Italia una situazione meno difficile e migliori possibilità di sviluppo, anche se permangono situazioni di impoverimento, soprattutto nel Mezzogiorno.

Procreazione, astensione legittima dal referendum
No a modifiche della legge sulla procreazione per evitare i referendum, in quanto non sarebbero migliorative di norme che per lo meno salvaguardano alcuni principi e criteri essenziali. Lo ha detto il card. Camillo Ruini, nella prolusione al consiglio permanente Cei a Bari. E' netto il no al «peggioramento della legge», mentre per i referendum Ruini invita i cattolici ad «avvalersi di tutte le possibilità previste», quindi, pur non nominandola direttamente, anche dell'astensione, Ruini ha preso atto delle decisioni della Consulta in tema referendario, «al di là dei non pochi interrogativi e perplessità che esse possono legittimamente suscitare».
«Non cambiano però, e non possono cambiare, la valutazione e la posizione che abbiamo ripetutamente espresso riguardo a questa legge, che sotto diversi e importanti profili non corrisponde all'insegnamento etico della Chiesa, ma ha comunque il merito - ha aggiunto - di salvaguardare alcuni principi e criteri essenziali, in una materia in cui sono in gioco la dignità specifica e alcuni fondamentali diritti e interessi della persona umana».
Pertanto, ha detto Ruini, mentre non abbiamo cercato e non cerchiamo alcuna contrapposizione, non possiamo per parte nostra essere favorevoli a ipotesi di modifiche della legge fatte con l'intento di evitare i referendum: esse non sarebbero infatti in alcun modo migliorative, ma al contrario dovrebbero forzatamente abdicare proprio a quei principi e criteri essenziali».
«Daremo invece il nostro contributo - ha sottolineato - affinchè la campagna referendaria si svolga in forme serene e rispettose, e al contempo attente all'obiettiva gravità dei problemi. A tal fine auspichiamo e chiediamo che le diverse posizioni abbiano ciascuna spazio adeguato sui mezzi di comunicazione, specialmente su quelli di maggiore diffusione».
Dopo aver ricordato che «il confronto referendario, sebbene da noi certamente non desiderato, può contenere infatti un'opportunità per rendere il popolo italiano più consapevole dei reali problemi e valori in gioco», Ruini ha parlato delle modalità con cui «esprimere più efficacemente il rifiuto del peggioramento della legge»: «sembra giusto avvalersi di tutte le possibilità previste in questo ambito dal legislatore». «Siamo consapevoli delle difficoltà che ci attendono e delle critiche a cui potremo essere sottoposti. E' però doveroso per noi - ha concluso - esprimerci con sincerità e chiarezza, anche in questa materia, e siamo interiormente sostenuti dalla coscienza di adempiere alla nostra missione e di operare per il bene concreto delle persone, delle famiglie e del corpo sociale».

Processo di pace grazie all'impegno internazionale
«Solide ragioni di speranza provengono attualmente dalla Terra Santa». E' il giudizio del card. Camillo Ruini espresso in occasione dell'apertura a Bari del consiglio permanente della Cei.
«Proprio in questa nuova situazione - ha detto il presidente dei vescovi italiani - è più che mai importante un impegno internazionale davvero concorde e convergente per rilanciare e condurre finalmente a risultati concreti il processo di pacificazione». Ma Ruini ha anche detto che «è anzitutto essenziale por fine agli attentati terroristici, come quelli avvenuti negli ultimi giorni, che appaiono funesti tentativi di arrestare nuovamente il cammino verso la pace».
Per quanto riguarda l'Iraq, Ruini ha notato che in ampie zone del paese «la situazione si fa sempre più minacciosa, con un terribile crescendo di attentati e di stragi, mentre mancano solo due settimane alla data delle elezioni».
Queste «dovranno svolgersi pertanto in condizioni di massima difficoltà e tuttavia continuano ad apparire una strada senza alternative: il precedente delle elezioni svoltesi in Afghanistan in ottobre autorizza qualche speranza, anche se sono grandi le differenze tra i due Paesi».
Infine, il porporato ha posto l'attenzione sull'Africa, dove non mancano, dalla Costa d'Avorio al Darfur, situazione difficili, ma dove iniziano anche a vedersi «germogli di una società civile»: «Soprattutto da tali forze vive dell'Africa stessa, oltre che dalla doverosa e necessaria solidarietà concreta delle nazioni più sviluppate, può venire anche l'impulso per arrivare a sconfiggere quelle tragiche piaghe, quali la fame, la sete, la mortalità infantile, le epidemie tra cui specialmente l'aids, che affliggono con la maggiore gravità gran parte di questo continente: le enormi dimensioni di tali tristi fenomeni sono state confermate ed evidenziate dai recenti rapporti delle Agenzie delle Nazioni Unite».

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