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Mercoledì 20 Settembre 2017 | 15:02

Da Taranto alla Tailandia in aiuto delle vittime dello tsunami

Un reportage dall'Asia firmato dalla giornalista Marina Rini e pubblicato sul quindicinale tarantino «Voce del Popolo», la storia di Paolo Montali che insegna ai tailandesi le tecniche di pesca
TARANTO - A Nam Kem, un villaggio di pescatori della Tailandia, fino al 25 dicembre scorso c'erano più di cinquemila barche. Dopo lo tsunami ne è rimasta una soltanto. Il villaggio di Nam Kem oggi non esiste più. Al suo posto c'è una distesa di sabbia. Una casa, l'unica sopravvissuta al cataclisma, è stata trascinata per un chilometro e poi depositata dalle onde su una strada. Tra gli scampati del maremoto c'è anche un biologo marino di Taranto, Paolo Montaldi, che vive con la famiglia a Nam Kem: lavora per un'organizzazione non governativa e insegna ai tailandesi le tecniche di pesca.
In un reportage dall'Asia firmato dalla giornalista Marina Rini, il quindicinale tarantino «Voce del Popolo», in edicola dal 15 gennaio, racconta la sua storia. Il giornale propone un approfondimento sullo tsunami e sulla possibilità che un evento simile possa ripetersi in Puglia. Alcuni studiosi spiegano come lo Ionio e le coste pugliesi, dove già in passato si sono verificati tsunami, non siano escluse dal pericolo di un maremoto. Poiché il cataclisma nel Sud-Est asiatico ha riacceso le paure di un'epidemia su larga scala, la Voce del Popolo pubblica in questo numero la ricostruzione storica dell'ultima epidemia di peste in Europa, registrata a Taranto nel 1945, e rimasta fortunatamente confinata all'interno dell'Arsenale Militare.

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