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Giovedì 21 Settembre 2017 | 18:06

Condono edilizio: Lecce e Bari da record

Indagine di Legambiente: «gli abusi edilizi sono uno dei maggiori problemi ambientali in Puglia». Nel capoluogo salentino la media è di una domanda ogni 35 abitanti
BARI - Un'indagine che Legambiente ha effettuato sulle domande di condono edilizio 2003-2004 presentate nelle città pugliesi con più di 50.000 abitanti ha evidenziato come «gli abusi edilizi siano uno dei maggiori problemi ambientali in Puglia: sconcertante è, infatti, il numero di domande di condono presentate se poste a confronto con la popolazione residente». Lecce, città di indubbio valore artistico e culturale, raggiunge il primato fra i capoluoghi di provincia pugliesi, con una richiesta di condono ogni 35 abitanti, competendo con Bari al terzo posto nella classifica delle città italiane (dopo Roma e Milano) e al primo posto nella graduatoria regionale, per numero di domande.
Per quanto riguarda le altre città pugliesi con più di 50.000 abitanti, Altamura e Bitonto distaccano notevolmente le altre in classifica, riportando una richiesta di sanatoria rispettivamente ogni 31 e 35 abitanti. Nota di merito, invece, va ai Comuni di S. Severo e Molfetta, che hanno ricevuto una domanda rispettivamente ogni 397 e 244 abitanti, raccogliendo in toto 140 e 252 domande di condono.
Il condono, abbinato agli esiti che può avere la legge delega ambientale - afferma il Direttore di Legambiente Puglia, Vito Castoro- rischia di smantellare gran parte del cammino che è stato fatto nelle aree protette per la salvaguardia dell'habitat. Il comma 36, infatti, rende possibile sanare opere abusive in zone sottoposte a vincolo paesaggistico-ambientale e l'estinzione dei reati compiuti da chi ha realizzato un'opera od una trasformazione territoriale, senza la prescritta autorizzazione paesaggistica».
«Come al solito l'interesse pubblico - dice il Presidente dell'associazione, Giovanna Iacovone - è posto in secondo piano rispetto all'interesse privato, che vuole il condono in aree paesaggisticamente vincolate».

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