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Giovedì 18 Gennaio 2018 | 01:08

Il matricida di Barletta dal carcere al manicomio

E' quanto deciso dal gip del Tribunale di Trani, Michele Nardi, con la convalida del fermo di Massimiliano Rodolfo Mennoia, autoaccusatosi d'aver ammazzato la madre a martellate
TRANI - Dal carcere al reparto psichiatrico. E' quanto deciso stamattina dal gip del Tribunale di Trani, Michele Nardi, col provvedimento di convalida del fermo di Massimiliano Rodolfo Mennoia, il 47enne barlettano autoaccusatosi dell'omicidio di sua madre, la 79enne Paolina Caiazzi colpita ripetutamente al capo con un martello di ferro, nella loro abitazione di Via Imbriani.
Contestualmente, il giudice per le indagini preliminari ha disposto che la carcerazione preventiva sia sostituita con la "custodia in casa di cura" in considerazioni dell'apparente disagio mentale di Mennoia, già in cura, prima del delitto, presso il Servizio d'Igiene Mentale di Barletta.
E a tal proposito il sostituto procuratore della Repubblica di Trani Bruna Manganelli ha interrogato due sanitari del Sim in qualità di persone informate dei fatti.
Mennoia, dunque, lascia il supercarcere di Trani alla volta dell'ospedale "Mons. Dimiccoli" di Barletta, dove sarà "isolato dagli altri pazienti e sorvegliato continuamente - scrive Nardi - sia al fine di prevenire il pericolo di fuga, sia di evitare atti autolesionistici. La particolare violenza utilizzata nell'azione - prosegue il gip - conferma l'estrema pericolosità per se stesso e per gli altri".
Come prevedibile, il gip ha anche disposto una perizia psichiatrica per verificare la compatibilità delle sue condizioni col regime carcerario.
Perciò il dr. Nardi ha nominato lo specialista molfettese, Felice Carapellese, che domani presterà il giuramento di rito e potrà iniziare a periziare Mennoia, che, evidentemente, ha ucciso la madre in preda ad una crisi.
"L'omicidio - scrive il gip nel provvedimento di convalida - sarebbe stato causato dalla convinzione dell'indagato di essere succube di sortilegi prodotti dalla madre nei suoi confronti mediante attività cabalistiche e stregonesche".
Il destino di Mennoia si deciderà alla luce delle risultanze della perizia: qualora non fosse compatibile col regime carcerario il matricida sarebbe destinato ad un istituto psichiatrico, comunque in stato di custodia cautelare.
Ma nei prossimi giorni potrebbe profilarsi anche un'altra perizia. Quella, che il Pm Manganelli, vorrebbe acquisire con le forme dell'incidente probatorio, e dunque con valore di vera e propria prova, per stabilire se Mennoia fosse capace d'intendere di volere al momento dell'omicidio e al momento delle confessioni, e se sia nelle condizioni di esser sottoposto ad un processo, potendone valutare tutte le possibili conseguenze.
Antonello Norscia

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