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Venerdì 22 Settembre 2017 | 19:12

Regionali - Disco rosso della Cdl. Fitto va avanti

Dal vertice della Casa delle Libertà la decisione: via libera a Sandro Biasotti (Liguria) e Francesco Storace (Lazio), niente da fare per Raffaele Fitto in Puglia e Roberto Formigoni (Lombardia). Le liste dei presidenti potranno essere presentate solo se appoggiate dal partito di riferimento del candidato governatore e ridiscusse in un nuovo vertice di maggioranza.
Dal canto suo il 35enne Raffaele Fitto (Fi), ex protesi del presidente del Consiglio, va avanti con la lista e i risultati del vertice non lo convincono a fare un passo indietro: «Mi sembra che da Roma per quanto mi riguarda non ci sono proprio novità»
ROMA - Sì alle liste di Francesco Storace nel Lazio e di Sandro Biasotti in Liguria; disco rosso, invece, per quelle di Roberto Formigoni in Lombardia e per Raffaele Fitto in Puglia: sarebbe questo l'orientamento emerso nel vertice della Cdl a Palazzo Chigi. Secondo quanto si è appreso, in questo disegno rientra anche il ritiro della candidatura al Pirellone del ministro Roberto Maroni da parte della Lega.

«Per quanto mi riguarda non vi è una difficoltà di intendermi con la Cdl perchè su questo tema già da mesi abbiamo avuto modo di verificare sul tavolo regionale il percorso indicato per una lista che volesse aggiungere alla Cdl un consenso maggiore». Questa la replica ribadita dal presidente della Regione Puglia, Raffaele Fitto (Fi), intervistato nella trasmissione di Gr Parlamento proprio mentre erano rese note le prime notizie sulle decisioni del vertice della Cdl.
Il 30 dicembre scorso Fitto aveva parlato con Berlusconi e, sostanzialmente, aveva dato la disponibilità alla rinuncia di presentare una lista personale che quindi contenesse anche il suo nome e di dare il via libera ad una lista civica a supporto della candidatura di Fitto e degli altri partiti della Cdl.
«Con Berlusconi - ribadisce Fitto - ho avuto modo di affrontare questo tema e di spiegare le ragioni per le quali da agosto dello scorso anno abbiamo lanciato, confrontandomi e avendo il via libera dai partiti della Cdl, l'idea di questa lista». «Una lista - prosegue Fitto - che, per quanto mi riguarda, non è una lista personale rispetto alla necessità di inserire il mio cognome all'interno del simbolo, ma è un progetto politico ben più ampio».
«Quindi sotto questo punto di vista vi era e vi è - aggiunge - la necessità di allargare il consenso alla Cdl e, così come ho avuto modo di verificare pubblicamente anche con le prime importanti adesioni, creare le condizioni perchè all' interno di questa lista vi potessero essere le presenze di delusi del centrosinistra e di una serie di esponenti della società civile che diversamente non si sarebbero esposti in prima persona nella competizione elettorale. Io sono al lavoro e le adesioni che arrivano sono numerose e su questo sto lavorando».
«Non sono affascinato - prosegue Fitto - dalla definizione di lista personale o di lista civica: dico solo che la predisposizione di questa lista è un obiettivo preciso che corrisponde ad una esigenza che esiste nella mia regione e che io porterò avanti con grande convinzione e senza creare alcun tipo di strappo in tal senso».

«Io non ho assunto una decisione in forma autonoma, ma ho sempre e comunque coinvolto gli esponenti della Cdl e ci siamo sempre intesi con i coordinatori regionali dei partiti sul percorso che dovrà essere realizzato». Ha sottolineato Fitto, commentando le prime notizie sulle decisioni emerse dal vertice della Cdl a proposito delle liste del presidente. «Noi - ha detto Fitto - abbiamo fatto esattamente il percorso che è stato deciso nel vertice della Cdl. E' quello che abbiamo fatto in questi mesi: nel senso che tutto ciò che è stato realizzato in Puglia ha visto una piena sintonia e un pieno coinvolgimento con il tavolo regionale delle forze politiche della Cdl».

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