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Venerdì 22 Settembre 2017 | 15:41

Ecco i carciofi che evitano i disturbi gastro-intestinali

Realizzati nel laboratorio delle Scienze di produzioni alimentari del Cnr di Bari, rientrano nella nuova frontiera dei cosiddetti prodotti funzionali. Si è riusciti a far aderire al vegetale i batteri probiotici, famosi per incrementare la flora intestinale. Il brevetto è già sul mercato italiano
BARI - La nuova frontiera dell'alimentazione appartiene ai prodotti funzionali, ovvero i cibi confezionati per portare maggiori vantaggi per la salute. A questa categoria appartengono i carciofi realizzati nel laboratorio delle Scienze di produzioni alimentari del Cnr di Bari. Un team di ricercatori, composto da Sebastiano Vanadia, Angelo Visconti, Lorenzo Morelli (dell'Università di Piacenza) e Paola Lavermicocca, è riuscito a far aderire al vegetale i batteri probiotici, famosi per incrementare la flora intestinale.
Mangiando questi particolari carciofi si aumenta la resistenza dell'organismo ai batteri patogeni che meglio può contrastare i principali disturbi gastro-intestinali. «I vantaggi medici - dice Lavermicocca - non sono stati ancora ben appurati ma resta il fatto che nutrendosi di due carciofi per dieci giorni consecutivi, la popolazione dei batteri intestinali aumenta di 100 volte». I probiotici sono solitamente ingeriti tramite prodotti a base di latte, quale lo yogurt, ma questa innovazione scientifica permette a chi è intollerante a quest'alimento di poterli assumere mangiando un alimento vegetale. «Essere riusciti a far aderire alla superficie del carciofo questi particolari batteri consente, inoltre - continua la ricercatrice - di poterli conservare per tre, quattro mesi. Ne risulta un metodo di conservazione del tutto naturale».
Il brevetto è già sul mercato italiano ma si è alla ricerca di un partner industriale che sia interessato a produrli su scala e a venderli; nel caso, il prodotto finale apparirà al consumatore sotto forma di carciofo in vasetti di vetro, conservati al naturale. «Il sapore dell'ortaggio non varia - assicura Lavermicocca - così come il suo aspetto e la consistenza: resta gustoso ma è più salutare del solito». Il processo sviluppato dall'Ispa-Cnr è applicabile anche alla cicoria, alla cipolla, ai lampagioni, ai funghi e alle olive. «Sono tutti alimenti dalle specifiche caratteristiche organolettiche, che contengono oltre che vitamine e antiossidanti anche molta fibra e inulina. Quest'ultima sostanza - specifica - è indispensabile perché viene utilizzata dal probiotico per nutrirsi e moltiplicarsi». Infine per quel che riguarda le olive, il brevetto è disponibile, oltre che nel nostro Paese, anche a livello europeo grazie ad una sovvenzione della Provincia di Roma. «Ma il mercato sembra non essere pronto a questa fascia di alimenti che coniugano il sapore alla salute. Se fossimo in Finlandia, ad esempio, avrebbero già la loro fetta di produttori e consumatori».
Stefania Lisena

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