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Venerdì 22 Settembre 2017 | 03:01

Smascherate pubblicità ingannevoli

L'Autorità per la Concorrenza accoglie il ricorso del Comitato Acquirenti Vendite Ingannevoli della Federconsumatori Puglia: false le promesse di «Retinol» (ROC) e «Cellular» (Lancaster)
BARI - Il CAVI (Comitato Acquirenti Vendite Ingannevoli) promosso dalla Federconsumatori Puglia smaschera le false promesse di due «prodotti miracolo». Si tratta di due creme cosmetiche - Retinol della ROC e Cellular della Lancaster - che, stando alla pubblicità, sarebbero state in grado di far dimagrire e riattivare il DNA.
Il primo prometteva, spiega la Federconsumatori Puglia, di riuscire a «far perdere una taglia, riducendo di 2,7 centimetri il giro vita e fino a 2,2 centimetri sui fianchi, mentre il secondo di impedire l'invecchiamento della pelle».
Il CAVI ha presentato ricorso all'Autorità amministrativa competente della Concorrenza, che l'ha accolto stabilendo che «Retinol della Roc non è idoneo a raggiungere i risultati promessi, orientando le scelte economiche dei consumatori sulla base di un presupposto ingannevole.
Quanto alle evidenze della sperimentazione del prodotto - continua l'Associazione - il Garante ha accertato che tale verifica era priva di protocolli scientifici e che si trattava solo di una media statistica dei migliori risultati non idonei ad essere realizzati nel normale uso del prodotto soprattutto in assenza di un corretto stile di vita come dieta ed esercizio fisico».
Quanto a Cellular della Lancaster «il TAR ha definitivamente disposto in ottemperanza della decisione del Garante la diffusione di messaggio rettificativo a spese della Lancaster da cui risulta che il prodotto non è in grado di impedire il processo di invecchiamento della pelle come veniva sostenuto nella pubblicità».
«L'eliminazione di altre due pubblicità miracolistiche - si legge nel comunicato della Federconsumatori Puglia - rappresenta una ulteriore affermazione dei diritti dei consumatori nell'azione di contrasto a prodotti fonte di inutili illusioni e frustrazioni ed ingenti quanto inutili esborsi di danaro da parte dei consumatori, che ora per effetto delle decisioni possono essere recuperati, stante il vizio della volontà».
L'Associazione rileva, inoltre, come questi prodotti siano sempre piu' spesso venduti in farmacia, «per accreditarne le doti terapeutiche», «per aumentarne la portata fiduciaria nei confronti dei consumatori senza che gli Ordini professionali intervengano per controllare e contrastare la diffusione del fenomeno all'interno delle stesse farmacie».
Marisa Ingrosso

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