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Venerdì 22 Settembre 2017 | 22:49

In vigore legge Ambiente: addio «Saracinesca»

Conto alla rovescia per la demolizione dell'ecomostro Punta Perotti di Bari (già decisa dalla Cassazione) con la possibilità di far intervenire direttamente l'Esercito
ROMA - Da domani via libera alle domande per sanare gli abusi paesaggistici (fino al 31 gennaio) mentre scatta il conto alla rovescia per la distruzione dell'ecomostro di Punta Perotti a Bari. A 15 giorni dalla pubblicazione (supplemento ordinario 187 della Gazzetta Ufficiale n.302 del 27 dicembre 2004) entra infatti in vigore la Delega al Governo per il riordino, coordinamento e integrazione della legislazione in materia ambientale e misure di diretta applicazione.
Delega approvata alla quinta lettura, il 24 novembre 2004 dopo che il Governo aveva posto la fiducia sia al Senato che alla Camera. Centrosinistra compatto per il no.
Immediate anche le novità per i rottami ferrosi, non rifiuti ma materie prime secondarie per siderurgia e metallurgia.
Condono, ecomostri e rottami ferrosi sono solo una parte della delega. Il provvedimento nasce infatti come riordino delle leggi ambientali. Il testo affida quindi al Governo la possibilità di legiferare su sette importanti materie di interesse ambientale: gestione dei rifiuti, tutela delle acque, difesa del suolo, gestione delle aree protette, risarcimenti contro i danni all'ambiente, valutazione di impatto ambientale, aria. I decreti delegati su queste materie saranno scritti da una commissione di 24 esperti nominati dal ministro dell'Ambiente e saranno presentati dal governo entro 18 mesi dall'entrata in vigore della legge.
In particolare, il provvedimento consente di sanare gli abusi edilizi commessi fino al 30 settembre 2004 nelle aree di interesse paesaggistico. Le opere abusive dovranno superare l' accertamento di compatibilità paesaggistica. I trasgressori dovranno pagare una sanzione che andrà dai 3.000 ai 50mila euro. La domanda di sanatoria dovrà essere presentata entro il 31 gennaio del 2005.
Il testo prevede, poi, una depenalizzazione degli abusi edilizi più "lievi", cioè quelli che non abbiano determinato la creazione di nuove superfici o volumi come restauri, aperture di nuove porte e finestre, eccetera. Saranno le soprintendenze a decidere volta per volta se i lavori in questione sono compatibili con il vincolo paesaggistico e i trasgressori potranno sanare gli abusi pagando una multa, ma non saranno chiamati a rispondere in sede penale. Gli abusi più «pesanti» vengono invece sanzionati con un inasprimento delle pene: fino a quattro anni di carcere per gli aumenti di volumetria superiori al 30% (si parla sempre di costruzioni edificate nelle aree di interesse paesaggistico). Stessa pena se l'ampliamento supera i 750 metri cubi o se si costruisce «ex novo» un fabbricato di mille metri cubi.
Nello stesso provvedimento, si prevede la demolizione dell' ecomostro pugliese di Punta Perotti, già decisa dalla Cassazione, con la possibilità di far intervenire direttamente l'esercito. Anche per gli altri «ecomostri», la legge prevede norme più snelle per gli abbattimenti, con un ruolo di primo piano per le soprintendenze.

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