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Martedì 26 Settembre 2017 | 04:08

Barletta - Uccide la madre a martellate

«L'ho uccisa io»: avrebbe ammesso l'uomo, 45 anni, bloccato dai carabinieri. La donna, 77 anni, ritrovata nella sua abitazione in una pozza di sangue
BARLETTA (BARI) - Una convivenza forzata con sua madre, durata troppi anni; madre e figlio vivevano da soli, in un rapporto difficile, da circa vent'anni, da quando la donna era rimasta vedova e due dei tre figli si erano sposati: lui, 45 anni, disagiato mentale, era l'unico rimasto in casa e mal sopportava il carattere della madre. Ieri sera la tragedia: ha afferrato un martello e ha picchiato selvaggiamente l'anziana madre colpendola alla testa e uccidendola. Poi ha passato la notte insieme con lei morta e stamane è uscito di casa. Poche ore dopo è stato bloccato dai carabinieri ai quali ha confessato l'omicidio.
I motivi dell'esplosione di questa violenza non si possono ancora dire con certezza. Certo è che quella convivenza difficile già in passato era stata alla base di diverse intemperanze da parte dell'uomo, degli episodi di violenza che lo portarono, ad esempio, a bruciare le tende del bagno o ad accoltellare il fratello ed anche il carabiniere che fece irruzione nell'appartamento nel quale lui intanto si era barricato: l'episodio fu giudicato quello di una persona con problemi mentali tanto che l'uomo fu sottoposto ad una cura idonea.
Ieri sera l'epilogo, tragico. La donna è stata trovata nella tarda mattinata di oggi in una pozza di sangue dall'altro figlio accorso dopo le telefonate fatte dai vicini di casa che avevano il sospetto che qualcosa di brutto fosse accaduto: stamane le tapparelle dell'appartamento erano rimaste abbassate e tutta la casa era al buio, mentre il figlio era stato visto più volte bussare al citofono di casa.
Al magistrato, Bruna Manganelli, che l'ha interrogato dopo che i carabinieri lo hanno bloccato nel pomeriggio l'uomo ha offerto una descrizione lucida dell'accaduto: «Non sopportavo più mia madre - ha detto - e l'ho colpita con un martello. Poi l'ho pulito dal sangue e l'ho messo in uno scaffale della cucina». Il martello è stato trovato effettivamente dai militari in una successiva perquisizione e sarà ora sottoposto ad un esame che consentirà di stabilire se sia stato utilizzato così come ha detto l'uomo.
Ai militari che lo hanno sorpreso a bordo della sua autovettura, una Fiat Panda, ad un centinaio di metri dalla casa, l'uomo non ha opposto resistenza quasi a confermare lo stato di rassegnazione: è stato sottoposto a fermo di polizia giudiziaria e rinchiuso in carcere con l'accusa di omicidio doloso. Al magistrato ha detto, tra l'altro, di aver avuto con la sua anziana madre un litigio violento ieri sera. Ha aggiunto di aver trascorso la notte in casa fino alle dieci di stamane. A quell'ora ha lasciato l'appartamento chiudendo alle spalle la porta di casa e una convivenza, da lui stesso definita difficile.

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