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Sabato 23 Settembre 2017 | 13:02

Due milioni di euro per salvare la costa barese con nuovi pesci e flora

Saranno realizzate due oasi per il ripopolamento ittico nelle località di Torre Gavetone (tra Giovinazzo e Molfetta) e di San Vito (tra Polignano a Mare e Mola di Bari)
BARI - Un programma di gestione integrata della fascia costiera a sud e a nord di Bari per tutelare la fauna ittica e rilanciare la piccola pesca: lo prevede il progetto promosso dall'assessorato alle Risorse del Mare della Provincia di Bari e dal Laboratorio provinciale di Biologia Marina, che ha allestito due oasi di ripopolamento ittico polifunzionali nelle località di Torre Gavetone (tra Giovinazzo e Molfetta) e di San Vito (tra Polignano a Mare e Mola di Bari). Scopo dell'iniziativa è soprattutto evitare lo sviluppo della pesca a strascico illegale e nello stesso tempo incrementare gli organismi marini.
Gli obiettivi dell'intervento, che si inserisce nel quadro definito dal Por della Regione Puglia 2000-2006 con la Sotto Misura 4.12.A «Protezione e sviluppo delle risorse acquatiche», sono stati illustrati in una conferenza nella sala giunta della Provincia di Bari.

«E' un programma - spiega il presidente della Provincia, Vincenzo Divella - di gestione integrata della fascia costiera barese che, finanziato con 2 milioni di euro, intende valorizzare le opportunità che arrivano dalla piccola pesca, dalla maricoltura e dal ripopolamento ittico. Con l'allestimento delle due oasi, nei prossimi quattro mesi, ci aspettiamo ricadute socio-economiche ed ambientali: consentiremo la riproduzione e la crescita di organismi marini giovanili (uova e sacche embrionali di diverse specie di pesci) e daremo una mano ai pescatori, il cui comparto attraversa una grave crisi».
Per l'assessore provinciale alle Risorse del mare, Giuseppe Di Donna, «le oasi di ripopolamento ittico a sud e a nord di Bari consentiranno un riassetto della zona costiera». «Puntiamo - ha sottolineato - alla razionalizzazione del sistema pesca nel basso Adriatico. Questo progetto deve essere inteso come il primo passo di una strategia integrata per il recupero, la tutela e la valorizzazione della fascia costiera, devastata dal continuo utilizzo della pesca a strascico». «Una zona marina protetta - ha spiegato il direttore del Laboratorio di biologia marina della Provincia di Bari, Giovanni Marano - dove saranno installati (entro 4 mesi) corpi, detti torpedini, che hanno la funzione di evitare lo sviluppo della pesca a strascico illegale e nello stesso tempo di incrementare gli organismi marini. L'oasi di ripopolamento è formata da 32 quadrilateri divisi in 4 lotti, ogni lotto a 8 piramidi, costituite da 5 blocchi (4 alla base ed una sovrastante) con aperture-rifugi per gli organismi marini».
Le Zone Marine Protette saranno monitorate per cinque anni dal Laboratorio di biologia Marina; i dati contribuiranno alla predisposizione di un piano gestionale della zona interessata dalle oasi.
All'incontro sono intervenuti anche i sindaci del Comuni di Molfetta, Giovinazzo, Mola e Polignano, e i rappresentanti delle cooperative di pescatori e delle marinerie delle aree interessate.

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