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Martedì 26 Settembre 2017 | 18:33

«Per i servizi sociali dobbiamo vendere»

Dolore e sdegno del sindaco di Bari, Michele Emiliano, per l'assurda morte della bambina per denutrizione al quartiere San Paolo. Mancano i fondi e si pensa di metter mano al patrimonio comunale, a partire dallo stadio San Nicola
BARI - «Sono immensamente addolorato per la morte» della piccola bambina di Enziteto: «a sedici mesi non si può morire di fame in una città occidentale che da appena qualche giorno ha finito di festeggiare le feste comandate con pranzi e dolci». Lo afferma il sindaco di Bari, Michele Emiliano, che in una dichiarazione diffusa in serata si interroga su come potenziare i servizi sociali in città, di fronte ai tagli degli stanziamenti. E si domanda se per far questo non sia il caso addirittura di vendere i «gioielli di famiglia», come lo stadio San Nicola o il teatro Piccinni. Anche la bambina morta oggi, dice ancora Emiliano «è una figlia di questa città che abbiamo troppo trascurato, assieme alla sua famiglia, a suo padre e a sua madre, oggi in carcere, nei confronti dei quali sarebbe facile scaricare ogni responsabilità. Ma non è così, perché anche questi ultimi sono vittime di un sistema urbano sconnesso, del numero pateticamente esiguo di assistenti sociali, educatori, vigili urbani, persone in grado di entrare nelle case dei nostri concittadini per prevenire la morte fisica e sociale».
Quindi la questione dei finanziamenti: «Come sempre - dice Emiliano - è una questione di soldi, di stanziamenti, di bilanci di previsione, di patti stabilità, di tasse che non devono crescere per non perdere le elezioni o di questo governo che taglia al Comune di Bari 90 milioni di euro, più di un quinto del nostro bilancio. È vero, abbiamo assunto altre sei assistenti sociali, entrate da un mese in servizio, e a breve metteremo a concorso altri posti. Ma si tratterà sempre di rimedi insufficienti».
«Mi sto chiedendo - afferma il sindaco - se di fronte al disfacimento del welfare degli enti locali programmato da questo e da altri governi non sia il caso di pensare alla vendita dei gioielli di famiglia, come lo Stadio San Nicola, l'Albergo delle Nazioni, il Teatro Piccinni, per far cassa e potenziare l'assessorato ai Servizi Sociali, consentendo ai volontari, che pure esistono in questa città, di avere almeno del danaro da investire in favore dei bisognosi. Mi chiedo se non sia il caso di dire chiaramente che per assistere i bambini in grave situazione di disagio occorre forse che tutti ci poniamo il problema di come costruire una grande società comunale di mutuo soccorso sulla quale far confluire donazioni anche da privati, che servano a cambiare il destino dei più piccoli».
«È un'idea alla quale stiamo lavorando da parecchio - conclude Emiliano - per creare "Solidaria", la città della solidarietà, una sorta di luogo di coordinamento degli interventi in favore della povertà e del disagio che si affianchi all'Ufficio alla Lotta non repressiva alla criminalità, per comporre un insieme che migliori la coesione sociale e diriga la lotta alle nuove povertà. Il lavoro che abbiamo di fronte è enorme e tanti gli anni dietro di noi che abbiamo perso senza fare niente. Anche questa terribile croce, oltre a diverse altre, è sulle spalle di questa Amministrazione comunale. La porteremo come le altre con determinazione e dignità».

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