Lunedì 23 Luglio 2018 | 02:25

Tracce di Giusi sull'auto del cugino

A Manfredonia passata al setaccio l'auto di Giovanni Potenza, l'uomo accusato dell'omicidio della giovane quindicenne avvenuto il 12 novembre scorso
MANFREDONIA (FOGGIA) - Una probabile traccia di sangue e una decina di capelli sono stati raccolti dagli agenti di polizia scientifica all'interno della Ford Focus di colore grigio di proprietà di Giovanni Potenza, l'uomo arrestato per l'omicidio, il 12 novembre scorso a Manfredonia, della quindicenne Giusi Potenza il cui corpo venne trovato il giorno dopo a pochi metri dall'ex stabilimento Enichem di Manfredonia.
Giovanni Potenza, sposato, cugino del padre della vittima, ha confessato l'omicidio della ragazza con la quale aveva una relazione sentimentale.
Gli agenti della polizia scientifica hanno controllato palmo a palmo l'auto sulla quale Giusi e Giovanni la sera del 12 novembre avrebbero avuto un rapporto sessuale prima che, secondo quanto confessato dal presunto assassino, avvenisse fuori dalla vettura il litigio durante il quale la ragazza è stata ammazzata.

Il dirigente del Commissariato di Manfredonia, Antonio Lauriola, si è trincerato dietro un «no comment» e non ha voluto rendere noti particolari sul ritrovamento che sarebbe stato fatto all'interno dell'auto.
A parlarne, invece, è il legale di Giovanni Potenza, Raffaele Di Sabato: «Nel verbale della scientifica è spiegato come il Luminol, un reagente capace di evidenziare macchie organiche, ha evidenziato una macchia sul volante dell'auto, mentre altri puntini sono stati visualizzati sui sedili anteriori e posteriori, dai raggi ultravioletti». Sul materiale trovato verranno compiuti i rilievi dalla polizia scientifica. Il legale di Giovanni Potenza ha detto che il suo assistito «sta cercando di fare mente locale per ricordare quello che è avvenuto la sera dell'omicidio». «Sta cercando - ha detto - di mettere insieme tutti gli elementi necessari che possano essere utili agli inquirenti a chiarire la vicenda».
«Attualmente - ha continuato Di Sabato - pur se ancora in isolamento, Potenza può incontrare i familiari».

Sulla intenzione da parte del suo assistito di scrivere una lettera di perdono alla famiglia di Giusi, l'avvocato Di Sabato ha chiarito che «Giovanni Potenza non ha mai manifestato l'intenzione di scrivere una lettera ai genitori di Giusi. Questa - ha aggiunto - è una invenzione dei giornalisti. Ha solo manifestato l'intenzione di chiedere perdono attraverso noi avvocati».
Intanto, il sostituto procuratore della Repubblica di Foggia Vincenzo Maria Bafundi, che coordina le indagini sull'omicidio di Giusi Potenza, ha affermato che appena sarà possibile chiederà al gip di compiere l'esperimento giudiziario «perché ritengo - ha affermato - che vi siano molte incongruenze in questa vicenda: mi chiedo come sia possibile, ad esempio, che la ragazza cadendo dalla scogliera non si sia procurata nessuna frattura. A differenza di quanto era stato affermato in precedenza, l'anatomopatologo Eleonora Turillazzi che ha fatto l'autopsia su Giusi mi ha comunicato che non sono state rilevate fratture».

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