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Venerdì 22 Settembre 2017 | 06:22

Saldi, dal 7 gennaio in Puglia e Basilicata. I consigli per gli acquisti

I Saldi iniziano il 7 gennaio in Puglia e Basilicata, per terminare il 28 in Puglia e in Basilicata il 7 di Marzo. I consigli per gli acquisti
I Saldi iniziano il 7 gennaio in Puglia e Basilicata, per terminare il 28 in Puglia e in Basilicata il 7 di Marzo.
Dei milioni di € previsti in Puglia ne verranno spesi presumibilmente 180, come nel 2004, con intenzione di spesa media di 150 €. Bari da sola gestirà un terzo di questa ricchezza. Seguono Foggia con il 20%, poi Taranto 18%, Lecce 17% e Brindisi con il 12%.
Per le due province della Basilicata, anch'esse in partenza il 7 di gennaio, invece si tratterà di qualcosa come 40 milioni di euro, il 60% nel potentino.
"Telefono Blu e Sos Consumatori" ha attivato un apposito centralino per segnalare gli eventuali casi di difformità 199.44.33.78,
email sosconsumatori.bari@virgilio.it, e per tutte le altre province delle due regioni: telefonoblupuglialucania@virgilio.it, oltre il portale www.sosconsumatori.it, www.telefonoblu.it/puglia/index.htm www.telefonoblu.it/basilicata/index.htm, valido per tutta la regione per segnalare i problemi (irregolarità, mancanza di trasparenza, messaggi ingannevoli,scarsa informazione) e per consigli ma anche per denunciare eventuali abusi con "finti saldi " da parte degli esercizi commerciali. Ricordiamo che gli abusi sono puniti con multe a partire da oltre 1000 € nelle grandi città.
Le denunce più rilevanti -lo scorso anno oltre 2800 segnalazioni 120 dalla Puglia e 40 dalla Basilicata - sono per la merce che non riporta correttamente il prezzo, la mancata accettazione di carte di credito e bancomat e per mancato cambio di merce. Si tratta di buone opportunità ma ovviamente occorre come sempre fare attenzione. Sos consumatori indica ai consumatori di visitare i negozi e fotografare le merci per valutare meglio il saldo ed il capo.Le accuse maggiori: saldo finto e capo non di stagione.
Pierre Orsoni, presidente Telefono Blu: «I saldi oramai non servono più a nulla, infatti il mercato di vendita rimane stabile. Occorre invece una vera concorrenza nel prezzo, speriamo che le Regioni ed in assenza il Parlamento confezionino al più presto una nuova legge, che favorisca la concorrenza e l'ingresso nel mercato di giovani imprese liberalizzando anche gli orari di vendita».
Gli italiani li vorrebbero tutto l'anno, ma così come impostati non hanno più senso. E' sicuramente un'occasione importante per il commercio. Negli ultimi cinque anni ben il 25% dei ricavi pare sia dovuto proprio ai saldi invernali ed estivi.
Ma con gli ultimi due anni le cose stanno cambiando; infatti le vendite speciali e straordinarie, che spesso li anticipano, fanno circa un quarto del mercato. Ma quale mercato? Quest'anno l'incertezza è molto alta. Questa estate gli italiani hanno speso circa 1,5 miliardi (la stessa cifra dell'anno prima) con una intenzione media di spesa. Il mese di dicembre al contrario delle previsioni tutto sommato non è andato male, ma grazie soprattutto al fatto che i negozi hanno fatto riduzioni oltre al 20% aderendo agli appelli dei consumatori come il nostro con la campagna «Natale. Se abbassi il prezzo compro» dal sito www.sosconsumatori.it. La flessione dei mesi di ottobre e novembre del 2,7% rilevata dall'Istat segue del resto le campagne fatte per ridurre la spesa delle famiglie. I Saldi sono stati nel passato un occasione per fare degli affari, ma bisogna rispettare i tempi. Per favorire i consumatori dovevano essere fatti sotto Natale, farli a ridosso del Capodanno è un errore anche perché la disponibilità economica ripartirà con gli stipendi di gennaio a metà mese, nessuno infatti ha risparmiato in questo periodo (regali, viaggi e alimentare hanno risucchiato stipendio e tredicesima lo ricordiamo circa 16 miliardi ).
Conti alla mano pertanto si può pensare che i 50 gg circa di saldi potranno portare non più di 4 miliardi, un po' meno dello scorso anno. Mente le promozioni stanno portando nelle casse almeno 1,5 miliardi (almeno un 25 % in più dello scorso anno). L'intenzione media della spesa sarà di poco superiore (parametro medio) a famiglia: nel nord sarà 220 € nel centro 180 € nel sud 140 €. Un dato stabile rispetto lo scorso anno (e quindi una rimessa in termini di valore). Ma già un errore viene commesso: quello che spinge alcune regioni ad anticiparli e i consumatori attenderanno almeno il 15 del mese.

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