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Lunedì 25 Settembre 2017 | 09:55

Un percorso storico della Città vecchia

Progetto varato dall'Amministrazione comunale, che ha messo a disposizione circa 4 milioni e mezzo di euro attraverso i fondi Por Puglia • Scoperta una necropoli del neolitico durante i lavori di scavo per nuove infrastrutture viarie
TARANTO - Il capoluogo jonico non è testimonianza "solo" dello splendore e potenza del periodo della Magna Grecia, com'è oggi identificato e raccontato dal suo museo archeologico.
Il sito su cui oggi sorge Taranto "racconta" una storia di un periodo di oltre 7000 anni che va dal neolitico all'Ottocento, periodo lungo il quale l'Isola nella Città Vecchia è quasi sempre rimasta cuore pulsante della città.
Con essa il capoluogo ionico vuol anche identificarsi e, perciò, l'Amministrazione comunale ha varato «Il Percorso storico-archeologico della Città Vecchia», per cui sono stati messi a disposizione circa quattro milioni e mezzo di euro attraverso la misura 5.1 dei fondi Por Puglia.
L'itinerario che scaturirà dai lavori di restauro e recupero dei 12 siti interessati porterà il visitatore dal tempio di Poseidon, con le sue imponenti colonne doriche dinanzi a Palazzo di Città, per passare, tra gli altri, all'ipogeo di San Biagio, alle Fornaci, e concludersi a Palazzo Pantaleo, sede del museo archeologico con importanti reperti, dopo una tappa alle Chiese di San Cataldo e San Domenico.
«Stiamo per andare in gara - ha commentato il Sindaco di Taranto, Rossana Di Bello, nel corso della presentazione del progetto - e, dopo 600 giornate lavorative, la Città potrà acquisire un importante ruolo per quanto riguarda il turismo culturale».
Il percorso nella Città Vecchia, per il quale parallelamente è stato previsto un altro completamente privo di barriere architettoniche, nelle intenzioni degli amministratori dovrà essere di volano ad un incremento del turismo locale per divenire importante riferimento dell'economia locale. Ciò perché il barometro dei dati previsti per il 2005 nel settore culturale sembra far tendere al pessimismo.
«Intendiamo - ha, inoltre, sottolineato la Di Bello - che Taranto si candidi a divenire un importante riferimento culturale dell'intero Mezzogiorno e, perciò, con la Curia tarantina concorderemo un'intesa per avviare un importante progetto di turismo religioso, dopo che saranno restaurate le più importanti chiese ed altre aperte dopo tantissimi anni di abbandono».
Paolo Lerario

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