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Martedì 26 Settembre 2017 | 18:33

Brindisi - «Investiremo su centro città e cultura»

Sostanzialmente positivo il bilancio del 2004 del sindaco, Domenico Mennitti, il quale ha annunciato i «propositi» per il 2005, anche alla luce di un dossier del "Sole 24Ore". La città ha 4mila abitanti in meno. Donazioni per l'Asia
BRINDISI - Stamani, nel salone di rappresentanza «M. M. Guadalupi», il sindaco Domenico Mennitti ed i componenti la Giunta Municipale hanno tenuto una conferenza stampa per tracciare un bilancio sull'attività amministrativa svolta nel corso del 2004 e per formulare gli auguri di fine anno ai giornalisti.
Prima di passare al resoconto dell'attività amministrativa svolta sino ad oggi, il primo cittadino ha reso noto che l'Amministrazione comunale, vista la tragedia del giorno di Santo Stefano che ha colpito le popolazioni del sud est asiatico, ha ritenuto di dover sospendere i festeggiamenti di fine anno. Per tale motivo, la festa in piazza prevista nell'ambito delle manifestazioni natalizie e che avrebbe dovuto svolgersi domani notte, è stata spostata al 2 gennaio, quando contestualmente, grazie alla collaborazione della Caritas, verrà effettuata anche una raccolta di fondi da destinare alle popolazioni colpite dal terremoto. Un secondo appuntamento è previsto anche per il giorno dell'Epifania in piazza Mercato, con un programma di animazione e musica nel quale le iniziative di richiamo delle associazioni umanitarie si alterneranno all'estrazione pubblica di una lotteria diretta alla costituzione di un fondo destinato alle popolazioni disastrate.
Il sindaco, inoltre, ha deciso anche di destinare allo stesso scopo la sua indennità di primo cittadino del mese corrente, mentre i componenti la Giunta comunale faranno un versamento secondo la propria volontà.
Riguardo, invece, il bilancio di fine anno, il sindaco Mennitti ha affermato di valutare molto positivamente questi primi mesi di attività amministrativa, «nella consapevolezza - ha detto - di non aver compiuto miracoli, ma di aver avviato un percorso che potrà condurci sulla strada giusta». Da qui il riferimento al bilancio di previsione 2005 approvato in Consiglio comunale lo scorso 28 dicembre. «Il tutto - ha affermato - nell'esclusivo interesse della città e dei cittadini che ci hanno votato. L'approvazione del bilancio nei termini previsti significa, tra l'altro, soprattutto rispettare la legge. Al contrario, non ho condiviso la scelta di chi ha abbandonato l'aula. Rispettare le norme è un preciso dovere di tutti ed ancor più degli amministratori. Noi lo abbiamo fatto. L'opposizione è chiamata a fare opposizione e non ad abbandonare l'aula consiliare, che è il luogo deputato alla discussione. Certo, non mi aspettavo di ricevere un plauso da parte dei rappresentanti dell'opposizione, ma quanto meno un riconoscimento per aver invertito la rotta. Quanto alla maggioranza, posso solo affermare che ha dimostrato una notevole tenuta. La maggioranza c'è e questo è un dato di fatto, a dispetto di ciò che qualcuno vorrebbe far credere. Così come non è assolutamente vero che il bilancio è stato fatto solo dai dirigenti comunali. A tal proposito, posso solo ribadire che il bilancio è un documento politico e tecnico insieme, per cui c'è stato il contributo di tutti».
Il sindaco Mennitti ha poi fatto ampi riferimenti ad un dossier del "Sole 24 ore" sulla qualità della vita nelle province italiane. «Da tale dossier - ha affermato il primo cittadino - emerge chiaramente come per i brindisini la percezione dei problemi sia nettamente superiore rispetto alla realtà dei problemi stessi». E a tal proposito, il sindaco ha citato come esempi il problema dell'occupazione e della sanità/ambiente. Riguardo l'occupazione, Brindisi è 72ª nella lista delle province italiane, mentre il posto occupato come «percezione» del problema è il 92ª. Lo stesso dicasi nel settore sanità/ambiente, dove Brindisi occupa la 52ª posizione a fronte di un 77° posto come «percezione».
«Ciò significa - ha affermato Mennitti - che c'è stato un vuoto di potere istituzionale che ci ha fatto perdere di credibilità. È un problema di carattere culturale ed il Comune ha il dovere di intervenire per restituire prestigio alle istituzioni. Anche per questo motivo, a partire dal 2005 affideremo, tramite apposita gara d'appalto, la realizzazione di un rapporto sulla città di Brindisi che possa fornirci dati attendibili e specifici sui quali, poi, poter lavorare per produrre un miglioramento. Ciò premesso, sono sempre più convinto della necessità di investire sulla cultura, per la quale in bilancio abbiamo stanziato fondi per 500mila euro. Anche in questo senso i dati parlano chiaro: Brindisi ha subìto un calo di popolazione pari a 4mila unità (passando da 93mila a 89mila abitanti), ma in relazione alla giovane età occupa il 12° posto. Ci sono, però, pochissimi laureati. Lo dimostra il fatto che occupiamo l'88° posto come acquisti in libreria e l'84° come visione di film. Il deficit culturale, quindi, esiste ed è su questo punto che dobbiamo puntare se vogliamo ottenere un miglioramento. Di contro, possiamo contare su un'ottima e beneaugurate 38ª posizione in quanto ad infrastrutture, visto che Brindisi possiede un mix formidabile costituito dal porto, aeroporto e disponibilità energetica che, se da un lato ci penalizza, dall'altro risulta positivo».
Il sindaco ha poi fatto riferimento al recupero del centro storico ed alla rivitalizzazione del commercio, la cui crisi non può ridursi alle difficoltà di accesso alla zona pedonale. «Negli ultimi anni - ha affermato - c'è stata sicuramente una desertificazione del centro. Per questo motivo, l'obiettivo è quello di recuperare un "centro" sempre più di servizio per il cittadino».
«Un discorso a parte - ha detto Mennitti - va fatto nei confronti delle organizzazioni sindacali, con cui di recente ci sono state delle polemiche, soprattutto in riferimento alla questione del rigassificatore ed al modello di sviluppo che si vuole seguire. Il tutto, mentre va evidenziato che Brindisi è all'ultimo posto della graduatoria stilata dal "Sole 24Ore" in relazione alla nascita di nuove imprese. Un dato che va decisamente controcorrente con il resto del Mezzogiorno, in cui, al contrario, si assiste ad una rapida e consistente crescita di aziende. Il problema sta nel fatto che, mentre a Brindisi cercare lavoro equivale a trovare il cosiddetto "posto fisso", altrove si è finalmente riusciti a comprendere la necessità di indirizzarsi verso la creazione di nuove imprese».

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