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Venerdì 22 Settembre 2017 | 15:42

Arte rubata, denunciato leccese

Sulle tracce di un Picasso, i carabinieri hanno trovato un tesoro (tra dipinti e reperti archeologici) nel laboratorio milanese di un artista originario di Alezio
ALEZIO (LECCE) - Nel suo laboratorio custodiva alcuni preziosi reperti archeologici ma soprattutto un tesoro composto da circa 1.200 opere d'arte, a firma dei più grandi artisti contemporanei, sulla cui autenticità sono in corso accertamenti. Il "collezionista" di opere d'arte è un pittore e scultore originario di Alezio (Lecce), residente a Milano, che è stato denunciato a piede libero per possesso illecito di beni appartenenti allo Stato. Tutto il materiale è stato sequestrato dai carabinieri della compagnia di Gallipoli su disposizione del sostituto procuratore presso il tribunale di Lecce Francesca Miglietta.
I reperti archeologici sono costituiti da un'anfora di età greco-romana, due capitelli romanici, un boccale e un contenitore per spezie di età messapica.
Il tesoro d'arte contemporanea trovato nel laboratorio di Alezio comprende invece pitture ad olio a firma di Ottone Rosai, Renato Guttuso, Remo Brindisi (sette opere), Giuseppe Migneco e Andrè Masson, ma anche acquerelli di Bruno Cassinari e di Remo Brindisi, una tempera di Guttuso, matrici e pastelli di Ennio Morlotti, disegni ancora di Brindisi, litografie su sughero di Domenico Cantatore e di Salvatore Fiume, prove di stampa e lastre in metallo di Gianni Dova, Brindisi, Cantatore, Guttuso, Fiume, Aligi Sassu, Ernesto Treccani. E ancora, lucidi di Michele Cascella, incisioni di Emilio Vedova, Graham Sutherland, Migneco, Guttuso e Brindisi, serigrafie di Fiume, Cascella e Gregorio Sciltian, fotolitografie di Cantatore ed infine un migliaio di litografie firmate Franco Gentilini, Treccani, Pietro Annigoni, Giorgio De Chirico, Sassu, Cascella, Vedova, Cassinari, Cantatore, Brindisi, Dova, Morlotti, Messina, Fiume, Guttuso, Migneco e Sutherland.
Nel laboratorio sono state trovate anche numerose lastre tipografiche che consentivano la riproduzione illimitata di opere da immettere come autentiche sul mercato. La perquisizione nel laboratorio dell'artista di Alezio è stata eseguita dai carabinieri sulla scorta di un'indagine avviata a Monza e riguardante il tentativo di vendere un "Paesaggio marino", attribuito a Picasso. Il dipinto era stato rubato a Milano il 16 dicembre 1992 e ritrovato nella capitale lombarda grazie alle indicazioni fornite proprio dal pittore e scultore di Alezio, che ne aveva consentito il recupero - secondo gli inquirenti - per evitare un controllo più accurato nei suoi confronti.
L'artista di Alezio ha già avuto problemi con la giustizia sempre in materia di opere d'arte. Il 22 ottobre scorso era stato denunciato per ricettazione di una scultura in bronzo di Arnaldo Pomodoro, rubata allo stesso artista nel 1993. Le indagini dei carabinieri sono ora indirizzate ad individuare eventuali complici dell'artista di Alezio che potrebbero averlo aiutato nella contraffazione o nel commercio delle opere.

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