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Martedì 26 Settembre 2017 | 23:59

Manfredonia - «Il presunto assassino era drogato»

Nuovi risvolti alla vicenda dell'omicidio della quindicenne Giusy Potenza da parte di un parente, Giovanni, che avrebbe confessato. Secondo il Pm Vincenzo Maria Bafundi (nella foto) che ha firmato il decreto di fermo del pescatore ventisettenne, questi avrebbe il 12 novembre scorso avrebbe agito sotto l'effetto di sostanze alcoliche e stupefacenti • Il legale della famiglia della vittima: nel racconto dell'assassino molte «zone oscure»
FOGGIA - Avrebbe agito sotto l'effetto di sostanze alcoliche e stupefacenti Giovanni Potenza quando il 12 novembre scorso a Manfredonia colpì ripetutamente con due massi alla testa la piccola Giusy, uccidendola. Lo sostiene il Pm Vincenzo Maria Bafundi che ha firmato il decreto di fermo del pescatore accusato di aver ucciso la ragazzina quindicenne.
L'uomo, un pescatore di 27 anni, bloccato l'altra notte dopo essere sbarcato da un peschereccio a Termoli (Campobasso), è cugino del padre della piccola Giusy. Avrebbe ucciso la ragazzina in un accesso d'ira durante una violenta discussione nei pressi del muro di cinta dell'ex stabilimento Enichem di Manfredonia: lui, sposato e con due figli, avrebbe deciso di troncare la relazione che aveva con lei da qualche tempo e la ragazzina, disperata, avrebbe minacciato di raccontare la loro storia a famigliari del pescatore.
In preda all'ira e, secondo il magistrato inquirente, anche all'effetto di sostanze alcoliche e stupefacenti, l'uomo avrebbe picchiato la ragazzina e una volta che lei era per terra le avrebbe fracassato il volto prima con un masso di circa sette chili e poi con un altro più piccolo, uccidendola.
Giovanni Potenza, che ha confessato l'uccisione della piccola, è accusato di omicidio volontario, ma le indagini proseguono per accertare il ruolo di altre persone che sarebbero indagate per favoreggiamento. Stamane Carlo Potenza, padre di Giusy, è andato al commissariato di Manfredonia della Polizia per ringraziare il dirigente, Antonio Lauriola, e tutti gli investigatori per il lavoro svolto, «per aver assicurato questo assassino alla giustizia», ha detto.
Nelle prossime ore sarà posta sotto sequestro l'auto di Giovanni Potenza, una Ford Focus di colore grigio, sulla quale la polizia farà rilievi scientifici. Probabilmente nel pomeriggio il gip di Foggia procederà alla convalida del decreto di fermo del pm Bafundi.

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