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Martedì 26 Settembre 2017 | 15:01

«Sì» a ditta esplosivi sulla Murgia. Aperta indagine

Sott'inchiesta (conoscitiva)è finito il consiglio comunale di Minervino Murge che ha approvato, in un'apposita assise straordinaria, la variante al Piano Regolatore
BARI - Una delibera adottata all'unanimità dei presenti, per cui ora rischia di sollevarsi una bufera giudiziaria. Sott'inchiesta è finito il consiglio comunale di Minervino Murge che il 14 luglio 2003 approvò, in un'apposita assise straordinaria, la variante al Piano Regolatore con cui si è autorizzato l'insediamento produttivo della "Nanovecchia Esplodenti srl".
Uno stabilimento per il trattamento di materiale esplodente che in virtù di quel provvedimento potrà sorgere nelle campagne di Minervino, in località "Colle de Ruvo", in un agro della Murgia sottoposto a Zona di Protezione Speciale.
Ma se questo è il grido d'allarme degli ambientalisti, che intravedono ennesimi rischi per l'area murgiana nonostante i vincoli normativi, il sostituto procuratore della Repubblica di Trani Giuseppe Maralfa ipotizza, invece, il reato di abuso d'ufficio a carico di tutti coloro che a luglio dello scorso anno votarono a favore di quella delibera.
Venti le persone iscritte nel registro degli indagati. In pratica tutti i consiglieri comunali, eccezion fatta per Michele Chicco, quel giorno assente nella massima assise cittadina.
In realtà al momento della votazione, in aula non era presente nemmeno il vicesindaco Michelangelo Superbo. Dagli atti emerge che si era momentaneamente allontanato ma il suo nome figura comunque nell'inchiesta, in quanto gli inquirenti ritengono che possa esser stato "l'istigatore" della delibera.
Lo stabilimento, infatti, potrà sorgere su un suolo che la società barese Nanovecchia ha acquistato dall'Opera Pia Bilanzuoli di Minervino, presso cui lavora proprio il vicesindaco.
Il progetto della Nanovecchia srl prevede la realizzazione di uno stabilimento per la "demilitarizzazione e lo scaricamento di manufatti esplosivi militari, per il ripristino di sistemi d'arma e la produzione di esplosivo per uso civile".
In altre parole il futuro stabilimento è destinato alla raccolta, allo smaltimento e ad una sorta di riconversione della armi dei poligoni militari, specie dell'Italia meridionale.
Di qui l'allarme degli ambientalisti, aggravato dalla circostanza che il sito potrà sorgere in una zona sottoposta a protezione speciale.
Ma il consiglio comunale di Minervino ha ritenuto, all'unanimità dei votanti, che l'insediamento può nascere senza problemi, dando così il via libera al progetto della Nanovecchia Esplodenti srl.
Sebbene si tratti di un'inchiesta conoscitiva, il fascicolo d'indagine sarebbe già voluminoso, e, secondo indiscrezioni, avrebbe avuto origine a seguito di un reportage giornalistico.
Sotto la lente d'ingrandimento del Pm Maralfa e della polizia giudiziaria c'è, dunque, il vaglio della delibera consiliare con cui si è approvata una variante al PRG per consentire l'insediamento produttivo, i cui lavori a tutt'oggi non sono iniziati.
Antonello Norscia

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