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Venerdì 22 Settembre 2017 | 08:28

Ingannevole pubblicità prodotto anticalvizie

L'Antitrust accoglie il ricorso della Federconsumatori Puglia: il messaggio promozionale di Riattivax della ditta KUIPER promette falsi miracoli tricologici
BARI - La Federconsumatori Puglia smaschera un'altra pubblicità che - vanamente - prometteva miracoli. E' il caso del, scrive l'Associazione che difende i diritti dei consumatori - del «Riattivax della ditta Kuiper che secondo il suo messaggio promozionale era in grado di far ricrescere i capelli. La pubblicità sosteneva infatti che esso fosse in grado di ridurre le calvizie alla nuca,in quanto i suoi ricercatori avevano sperimento il prodotto per la prima volta nelle farmacie italiane. Il tutto accompagnato da foto che riproducevano una nuca prima e dopo il trattamento per rendere meglio l'idea».
Su segnalazione dei consumatori pugliesi il CAVI (Comitato Acquirenti Vendite Ingannevoli) promosso dalla Federconsumatori Puglia ha presentato ricorso all'Autorità amministrativa competente a tutela del Mercato e della Concorrenza, «che - si legge nel comunicato dell'Associazione - accogliendo la domanda ha stabilito che il prodotto in questione non è idoneo in generale ad indurre la riduzione delle calvizie. Infatti mentre la pubblicità diffusa in ambito nazionale induceva i destinatari a ritenere il prodotto fosse in grado di assicurare la ricrescita dei capelli in particolare nella zona della nuca, si è accertato che esso non è efficace in via generale ed in grado di far ricrescere i capelli».
Inoltre, «quanto ai ricercatori della Kuiper si è accertato che la verifica è stata condotta solo solo su 20 soggetti con risultati non idonei a rappresentare il risultato della sperimentazione. L'eliminazione della pubblicità e soprattutto l'accertamento dell'inutilità del prodotto è un altro risultato positivo nell'azione di contrasto ai prodotti miracolo fonte di inutili illusioni e frustrazioni e certi spesso ingenti esborsi di danaro da parte dei consumatori».
La Federconsumatori Puglia conclude rilevando che un altro aspetto da considerare «è che si tratta della riprova dell'ennesimo semplice cosmetico, trasformato in prodotto miracolo, venduto esclusivamente in FARMACIA per aumentare l'elemento fiduciario nei confronti dei consumatori senza che da parte degli Ordini professionali si faccia nulla per controllare e contrastare la commercializzazione e la pubblicità ingannevole all'interno delle stesse farmacie».
Marisa Ingrosso

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