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Mercoledì 20 Settembre 2017 | 23:58

Taranto - La difesa di Franzoso

L'ex assessore regionale ai trasporti arrestato: nessun voto di scambio con i boss della malavita organizzata. Istanza al Tribunale del riesame per la scarcerazione
LECCE - L'assunzione «sospetta» scaturì da un'indicazione dell'ufficio di collocamento dopo regolare richiesta aziendale, e i voti raccolti nel Comune di San Marzano di san Giuseppe alle regionali del 2000 furono il frutto di appoggi politici e non malavitosi. Per circa un'ora, rispondendo alle domande del giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Lecce Enzo Taurino, l'ex assessore regionale pugliese ai trasporti Pietro Franzoso ha cercato di smontare l'accusa di corruzione elettorale finalizzata al voto di scambio. È l'ipotesi di reato in base alla quale giovedì è stato arrestato dai Carabinieri su richiesta della direzione distrettuale antimafia di Lecce.
Le domande del giudice, secondo quanto riferito dall'avv. Angelo Masini (uno dei legali dell'arrestato insieme all'avv. Pasquale Corleto), si sono incentrate sull'assunzione, nell'azienda di famiglia di Franzoso (che produce profilati in alluminio), di Pietro Soloperto, fratello dei capiclan di San Marzano di San Giuseppe, Angelo e Sergio Soloperto. L'ex assessore ha raccontato di non aver mai conosciuto esponenti di quella famiglia. Il nome di Pietro Soloperto, che è incensurato, venne fatto dall'ufficio di collocamento; il giovane superò il periodo di prova, dopo essere stato valutato dai capi squadra, e fu assunto definitivamente. Quando l'azienda lo scorso anno ebbe un periodo di crisi, Pietro Soloperto - ha sottolineato Franzoso al giudice - venne posto in cassa integrazione insieme ad una parte dei 130 dipendenti.
Nell'ora di interrogatorio Franzoso ha raccontato al giudice le tappe fondamentali della sua carriera politica ed i legami costruiti con esponenti politici locali. Si spiegano così, ha aggiunto, le 900 preferenze raccolte alle elezioni regionali del 2000 nel Comune di San Marzano di san Giuseppe dov'è sindaco l'on. Giuseppe Tarantino, suo amico e collega di partito da diversi anni. Franzoso ha quindi respinto qualsiasi sospetto di aver ricevuto un appoggio elettorale dal clan dei fratelli Soloperto, manifestando invece - ha precisato l'avv. Masini - «rabbia e preoccupazione per le conseguenze politiche sulla propria persona che la vicenda giudiziaria in corso potrebbe avere». Non ha mancato, l'ex assessore, anche di sottolineare che si è dimesso dall'incarico regionale non appena gli è stato notificato il provvedimento restrittivo.
I legali dell'ex assessore hanno presentato oggi ricorso al Tribunale del riesame chiedendo l'annullamento dell'ordinanza di custodia cautelare in carcere e di conseguenza la rimessione in libertà di Franzoso.

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