Cerca

Sabato 23 Settembre 2017 | 18:22

Tragedia nella favela di Foggia

Nella baraccopoli sono morti due gemelli di 4 mesi. Forse avvelenamento da monossido di carbonio o intolleranza alimentare. Erano nutriti con latte bovino perché quello artificale è troppo caro
Foggia - Trovati morti due gemellini FOGGIA - Sono morti uno accanto all' altro, su un divano verde sistemato vicino all' ingresso della loro casa, una costruzione abusiva che i loro genitori avevano occupato nel rione delle baracche, un vergognoso agglomerato di casette abusive fatiscenti a ridosso del centro di Foggia: erano due gemelli. «Belli e vispi», dicono i vicini. Il giorno di Natale avrebbero compiuto cinque mesi ma non avrebbero ricevuto nessun regalo perchè la loro famiglia vive ai limiti dell' indigenza. In 60 metri quadrati sopravvivono papà e mamma, lui di 29 anni che fa il custode di un autolavaggio, lei 34enne che fa saltuariamente la donna di servizio. Poi ci sono sei bambini: i due piccoli morti, e altri quattro bimbi di età compresa tra i due ed i 14 anni che la donna ha avuto da una precedente relazione.
Stamattina, alle 10.20, la donna si è accorta che i due gemellini avevano i volti cianotici. Ha chiesto subito aiuto all' amica Monica, che abita lì vicino. Poi è partita la telefonata al 118, sono arrivati i soccorritori, sono scattati i tentativi per rianimare i piccini, ma non c' è stato nulla da fare: erano già morti. Forse sono stati avvelenati dal monossido di carbonio sprigionatosi da una stufa a gpl, forse hanno avuto problemi respiratori oppure un' intolleranza al latte del supermercato che la mamma dava loro perchè il latte artificiale costa troppo. Anche se il medico legale Francesco Paolo Monreale non si sbilancia, l' ipotesi dell' asfissia da monossido di carbonio appare la più probabile ed è all' attenzione dei vigili del fuoco che hanno compiuto accertamenti nella casa dei piccoli, che è riscaldata con stufe a gpl. Nel momento in cui sono arrivati gli investigatori, però, la stufa era spenta ma, stando ad indiscrezioni, era tiepida.
A rendere meno probabile l' ipotesi delle difficoltà respiratorie è il fatto che i due piccoli sono morti nello stesso momento. Poco probabile, anche se non del tutto esclusa, è l' ipotesi dell' intolleranza al latte che la donna dava ai suoi bambini diluendolo con l' acqua del rubinetto. «Il latte in polvere per neonati costa troppo e noi ora non potevamo permettercelo. A volte i bambini venivano allattati dalla mia vicina, Monica, che ha da poco avuto un figlio», ha confermato la donna al pm Rosa Penza durante l' interrogatorio. E ha aggiunto: «Stamattina ho dato a tutti e due la poppata alle 7; alle 8.30 sono uscita per accompagnare i miei figli all' asilo e ho lasciato a dormire i due piccini assieme ad un altro mio figlio, che ha il letto in un' altra stanza. Poco tempo dopo il ritorno a casa ho visto che i volti dei gemellini erano cianotici e ho chiesto aiuto».
La notizia della morte dei due bambini ha fatto subito il giro nella baraccopoli dove vivono 350 persone. Non sono Rom ma cittadini italiani che vivono nel degrado totale perchè sono poveri e non possono permettersi di pagare l' affitto per una casa normale. Convivono quindi con umidità, pozzi neri e soprattutto topi di ogni grandezza. A qualche metro di distanza dalla baraccopoli c' è il Palazzo di giustizia, ci sono strutture sportive, costruzioni moderne ed un grande ipermercato. Una chimera per gli abitanti delle baracche. La casa dei due gemellini, comunque, non è tra le più fatiscenti: ha i muri di cemento grigio, un piccolo atrio con uno sgabuzzino ed una recinzione in ferro oscurata con onduline in plastica di colore verde. All' interno è parcheggiata una Opel Calibra. Una donna di 54 anni, Letizia, che vive nella baraccopoli da 22 anni, appena vede i giornalisti si avvicina e denuncia: «Tutti - dice - ci hanno fatto promesse, anche prima delle recenti amministrative, sei mesi fa; tutti, anche il sindaco di centrosinistra, Orazio Ciliberti, ci hanno sempre assicurato che avrebbero risolto il nostro problema. Finora, non abbiamo visto niente e non so quando i nostri figli potranno vivere come i loro compagni di scuola senza vergognarsi di dire che abitano nella baraccopoli».
Roberto Buonavoglia

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400

Altri articoli dalla sezione