Domenica 22 Luglio 2018 | 01:26

«Non siamo teppisti», ragazzi baresi umiliati da «Ballarò»

Gli studenti della scuola media «Lombardi» del quartiere San Paolo, nel capoluogo pugliese, amareggiati dal servizio tv sulla criminalità locale «non vogliamo che in televisione Bari appaia come un covo di delinquenti». Ma «individuamo insieme, ognuno secondo il suo ruolo, le possibili soluzioni» al degrado della città
BARI - I ragazzi di una terza media della scuola "Lombardi" di Bari hanno scritto agli organi di informazione per sottolineare di essersi sentiti «profondamente umiliati» dalla descrizione che del loro quartiere, il San Paolo, e complessivamente della città, è stata fatta in un servizio trasmesso da "Ballarò", il 7 dicembre scorso, sulla criminalità nel capoluogo pugliese. I ragazzi sottolineano di non voler nascondere le condizioni difficili e «il degrado» della città ma anche di non volere «che in televisione Bari appaia come un covo di delinquenti».
«Siamo - scrivono - la classe terza C della Sms "L. Lombardi" del quartiere San Paolo di Bari, denominato anche Cep.
Non scriviamo per criticare l'opera dei politici né tanto meno per lamentarci, ma soltanto per far notare il degrado che affligge la nostra città e individuare insieme, ognuno secondo il suo ruolo, le possibili soluzioni».
I ragazzi ricordano che «recentemente è stato assassinato un ragazzo qui al San Paolo, non è la prima volta e forse non sarà nemmeno l'ultima, questo non ci deve scoraggiare, al contrario dobbiamo necessariamente reagire perché noi non vogliamo che in televisione Bari appaia come un covo di delinquenti».
Nel servizio realizzato da Ballarò nel quartiere San Paolo - scrivono i ragazzi - il rione «è stato rappresentato come una tana di ignoranti, pericolosi, stupidi e volgari malavitosi senza regole. Sentirci "etichettati in massa" come ceppisti o semplicemente topini all' intera nazione è un atto estremamente dispregiativo oltre che ingiusto, visto che nel nostro quartiere, abitano tante brave persone che vivono nel rispetto delle regole e della convivenza civile. Sicuramente il quartiere, anzi l' intera città, ha molti problemi, ma dove non ci sono? Personalmente ci siamo sentiti profondamente umiliati».
«Come giovani cittadini - è detto ancora nella lettera - noi ci impegniamo per la costruzione di un futuro migliore a rispettare le leggi; rispettare le forze dell' ordine, senza chiudersi nell' omertà; essere fieri di vivere nel nostro quartiere senza vergognarcene; essere attivi nella vita di quartiere; dire no alle ingiustizie, facendoci sentire attraverso tutti i mezzi e a nostra disposizione; da studenti riteniamo nello stesso tempo di dover studiare con impegno, consapevoli del valore rivoluzionario della cultura, intesa come cambiamento e trasformazione».
«E voi - aggiungono - che risposte potete darci?: noi vi chiediamo di aumentare la sorveglianza; prevenire i fenomeni di delinquenza, offrendo posti di lavoro ai giovani; creare centri aggregativi e spazi verdi per giovani e anziani; riattivare un cinema come il Fantarca; aumentare le illuminazioni in ogni strada; terminare al più presto i lavori di costruzione della metropolitana; sostenere con supporti economici e psicologici le famiglie in gravi difficoltà; non dimenticare le promesse fatte alla nostra scuola: campo sportivo, e ampliamento per un potenziamento delle attività laboratoriali.
«Il nostro preside e i nostri docenti - concludono i ragazzi - ci insegnano quotidianamente a ravvivare la speranza per la realizzazione di una società che sappia incarnare i valori della cooperazione, della tolleranza, dell' espressione libera del proprio pensiere e che assicuri a tutti le condizioni per vivere onestamente e dignitosamente. Sentiamo di voler stabilire con le forze politiche un patto che sia comunanza di intenti e consonanza di progetti, perchè oggi crediamo che ai nostri bisogni sarà data una risposta concreta ma vogliamo crederlo pure domani, in quanto la forza di una città consiste anche nel superamento di lungaggini amministrative e paludosi impedimenti burocratici, per una politica a servizio di ogni uomo».

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