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Venerdì 22 Settembre 2017 | 01:16

Omicidio per zuffa tra cani: una condanna

E' stato condannato a 19 anni e 4 mesi di reclusione Pietro Gentile, 34 anni di Foggia accusato di aver ucciso con una pugnalata al petto, il 1° marzo del 2003, in piazza Puglia nel capoluogo dauno, il 27enne Mauro Rosiello
FOGGIA - E' stato condannato a 19 anni e 4 mesi di reclusione Pietro Gentile, 34 anni di Foggia accusato di aver ucciso con una pugnalata al petto, il 1° marzo del 2003, in piazza Puglia nel capoluogo dauno, il 27enne Mauro Rosiello.
Alla base della tragedia ci sarebbe stata una banale zuffa tra un cane randagio e quello della vittima. La condanna è stata decisa dalla Corte d'Assise d'Appello di Bari che ha escluso l'aggravante dei futili motivi a carico dell'imputato, così come chiesto dallo stesso sostituto procuratore generale Giuseppe Volpe. Il difensore dell'imputato, l'avvocato Luigi Leo, aveva chiesto l'assoluzione per il proprio assistito, sottolineando come, da un lato, non sia stato ritrovato il coltello usato per colpire la vittima e, dall'altro, vista la dinamica concitata della violenta rissa, poteva essere stata un'altra persona a sferrare il fendente mortale. Secondo la ricostruzione dell'accusa l'imputato intervenne per separare i due animali, strattonando la ragazza di Mauro Rosiello; quest'ultimo, che si era allontanato in compagnia di un amico per comprare una bibita in un chiosco poco distante, sopraggiunse in difesa della ragazza, ma fu aggredito da Pietro Gentile, che lo colpì in pieno petto con una coltellata. Per questa vicenda sono stati condannati altri due giovani, accusati di concorso in omicidio, in quanto, sempre secondo la tesi dell'accusa, avrebbero trattenuto a terra Rosiello mentre Gentile lo accoltellava. Sono Oreste Stramaglia - al quale sono stati inflitti 18 anni in appello, dopo i 24 comminati in primo grado - e un ragazzo che compì diciotto anni il giorno seguente l'omicidio. Per questo motivo il giovane è stato giudicato dal Tribunale dei Minori di Bari, che lo ha condannato in primo grado, a 8 anni e 4 mesi di reclusione.

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