Cerca

Giovedì 21 Settembre 2017 | 07:09

Puglia ai primi posti per chirurgia tumore

Gli ospedali pugliesi ai primi posti nella graduatoria nazionale per numero di interventi ai polmoni, eppure sono ancora tanti i «viaggi della speranza». Un convegno a Bari
BARI - Gli ospedali pugliesi occupano i primi posti nella graduatoria nazionale per numero di interventi riguardanti il tumore ai polmoni, eppure sono ancora tanti i pugliesi che per questo tipo di patologie preferisce farsi curare in centri del nord Italia, Lombardia ed Emilia Romagna in testa. Una contraddizione apparentemente, che però sispiega con una tradizione, una cultura dure a morire ma che ormai non hanno più alcuna motivazione: le linee guida, i protocolli stilati dalle società scientifiche internazionali (l'Aiom, associazione italiana oncologi, per il tumore al polmone) sono quelle e possono essere attuate nei centri che siano adeguatamente attrezzati. Si tratta allora di invertire questa tendenza ai "viaggi della speranza" che alla fine si risolvono con danni per le casse della Regione e soprattutto per i cittadini-pazienti, che spesso si costringono ai disagi a cui si può andare incontro quando si lotta con un tumore. stando lontani da casa, dal proprio ambiente.
Di questo si parlerà nel convegno promosso dal'Unità ospedaliera di Chirurgia toracica dell'Ospedale San Paolo di Bari. Nel titolo del convegno c'è il senso del messaggio che medici, ricercatori e responsabili della sanità pubblica intendono lanciare: «I malati viaggiatori - la distanza non è una cura». Le assise comprendono un momento di confronto scientifico sulla diagnosi e il trattamento del cancro del polmone e una più 'socialè, sulla opportunità di rilanciare l'uso delle strutture pugliesi. Vi prenderanno parte direttori sanitari e scientifici di importanti strutture sanitarie e di ricerca della Puglia, docenti universitari, il direttore dell'agenzia rgionale per la sanità (Ares), Morlacco.
La discussione - spiega il direttore di Chirurgia toracica del San Paolo, Francesco Carpagnano, punta proprio a questo: far capire che si possono fare qui le stesse cure, gli stessi interventi che si fanno al nord. «Certo - dice - semmai il problema è quello di elevare lo standard regionale riguardante le alte tecnologie». In Puglia, in effetti non è ancora possibile fare una Pet (positron emissione radiation), metodo di indagine con l'impiego di glucosio radioattivo. L'unico nel sud è a Napoli. Spesso la radioterapia comporta lunghe liste di attesa. Anche l'accoglienza è a livelli non sempre soddisfacenti. Ma vi sono ormai anche in Puglia diversi centri in grado di affrontare qualsiasi problematica.
Del resto lo ha affermato anche l'oncologo ed ex ministro della Sanità Umberto Veronesi. I viaggi della speranza non sono più necessari. E lo conferma il dato, citati dallo stesso Veronesi, secondo i quali nel 2002 (ultima rilevazione di cui si dispone) i nosocomi pugliesi nei quali si fanno interventi di chirurgia per cancro al polmone occupano i primi posti nella classifica nazionale. In testa a tutti proprio il San Paolo di Bari, al decimo posto con 297 interventi, più dello stesso Istituto nazionale tumori di Milano. Poco più sotto il Vito Fazzi di Lecce e il Policlinico di Bari. Più sotto ancora ci sono, a sorpresa, ospedali ben più noti quali il Niguarda di Milano e il Cardarelli di Napoli.
Eppure l'11 per cento dei pugliesi, secondo dati che saranno forniti nel convegno, preferisce farsi curare al nord e di questi il 33 per cento è costituito da salentini. Allora il problema - dice Carpagnano - è quello di eliminare la frammentazione degli interventi che ancora c'è in Puglia, di incentivare gli ospedali di eccellenza, nei quali il paziente viene seguito dalla prima diagnosi a tutta la terapia. «Ma ciò che occorre - afferma - è anche informare compiutamene, continuamente i cittadini. Devono sapere che in Puglia ci sono da tempo 5-6 centri all'altezza delle necessità. E questo è un compito che deve essere svolto dalla Regione. Attraverso la redazione di una vera 'carta dei servizì, che indichi al cittadino oltre ai servizi e ai numeri di telefono, anche quali sono le strutture dove si fanno determinati interventi. E attraverso anche i mass media, che vanno sollecitati a divulgare queste informazioni». Anche per questo gli organizzatori hanno invitato alla tavola rotonda amministratori comunali e regionali. Il messaggio è rivolto anche a loro.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400

Altri articoli dalla sezione