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Domenica 24 Settembre 2017 | 16:11

«In Puglia 35.000 malati di schizofrenia»

E - secondo un'indagine conoscitiva di una società farmaceutica - i loro problemi principali sono i tempi della diagnosi, il supporto delle famiglie e il reinserimento lavorativo
BARI - In Puglia sono 35.000 e i loro problemi principali sono i tempi della diagnosi, il supporto delle famiglie e il reinserimento lavorativo. Sono gli ammalati di schizofrenia sui quali la Bristol-Myers Squibb, società impegnata nella ricerca farmacologica, ha condotto in Italia un'indagine conoscitiva. La situazione pugliese è stata illustrata in una conferenza stampa da Marcello Nardini, ordinario di Psichiatria all'università di Bari, e da Guido Di Sciascio, dirigente di Psichiatria al Policlinico barese. «Nella nostra regione in media ogni anno - ha affermato Nardini - vengono dimessi 113 pazienti ai quali è stata diagnosticata la schizofrenia. La loro degenza media è di undici giorni». Si tratta però di dati riferiti al 2002, ha aggiunto Nardini, che «non descrivono il fenomeno nella sua complessità» e per questo si ritiene necessario creare in tempi brevi un Osservatorio regionale per la salute mentale.
Dall'indagine, intitolata "La schizofrenia vista da vicino", emerge che il 65% dei pugliesi ritiene di conoscere la malattia mentale. Il 53% la considera la forma più grave, seguita dalla depressione (41%) e dalla fobia (3%). Un segnale incoraggiante proviene proprio dalla Puglia dove il 46% degli intervistati considera il paziente schizofrenico soprattutto «una persona con qualche possibilità di recupero sociale», mentre il 63% (meno rispetto alla media nazionale) lo considera «un soggetto pericoloso». Il 10% dei pugliesi ritiene inoltre che sia stato fatto ancora poco per aiutare i malati di schizofrenia, l'89% è convinto che il pregiudizio sulla malattia ritardi l'incontro col medico e il 61% che un adeguato approccio farmacologico sia la cura più idonea.
Sul pregiudizio insistono anche gli psichiatri intervistati perchè «solo il 15% dei pazienti arriva dallo specialista al comparire dei primi segni della malattia». Dalla ricerca emerge che «sono le donne a farsi maggiormente carico del familiare affetto da schizofrenia (61% delle famiglie intervistate)». Nella maggior parte dei casi si tratta di madri o sorelle che si accorgono dei primi sintomi del loro congiunto. «La rete dei servizi psichiatrici in Puglia - ha concluso Nardini - mostra un buon grado di efficienza ma è necessario implementare la disponibilità di risorse umane e finanziarie non del tutto adeguate, in termini quantitativi e qualitativi, ai bisogni di cura e assistenza».

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