Domenica 22 Luglio 2018 | 20:33

Agguato a Bari: ucciso un pregiudicato

In via Bovio, al quartiere Libertà, due killer su una moto hanno anche ferito gravemente la cognata ed il cognato, sotto gli occhi delle figliolette di 10 e 13 anni
BARI - La mattanza, a Bari, è ripresa in grande stile. Dopo 12 giorni di tregua, stasera i killer non hanno esitato a sparare nel mucchio per uccidere il pregiudicato Pietro Scintilla, di 37 anni. Ma nell'agguato hanno ferito per sbaglio una cognata del pregiudicato, colpita alla testa da una pallottola vagante, hanno colpito di striscio il marito della donna, e non si sono preoccupati che assieme ai tre c'erano le due figlie della coppia, di 10 e 13 anni, che hanno assistito ai fatti, che hanno visto la loro mamma portarsi le mani alla testa e cadere sul marciapiede di via Bovio angolo via Trevisani, nel rione Libertà, a pochi passi dalle vetrine dello shopping a basso costo dell'affollatissima via Manzoni.
Scintilla è morto durante il trasporto in ospedale: è stato ferito alla schiena e alla testa da cinque proiettili; le condizioni della donna, ricoverata nel reparto di neurochirurgia del policlinico, sono molto gravi. È stata soccorsa dal marito che l'ha caricata su un'autovettura e l'ha portata al pronto soccorso. L'unica colpa della donna, che ha 34 anni, è di aver sposato un uomo che ha una sorella che vive con Scintilla. Quest'ultimo, cieco all'85% dopo un agguato ai suoi danni compiuto nel centro di Bari l'11 ottobre 2003, stasera era andato a trovare la famigliola nella loro autofficina, in via Bovio numero 7. Qui sono entrati in azione i killer a bordo di una moto. Hanno sparato almeno sette colpi di pistola calibro 7,65 e sono fuggiti.
Al momento è presto per ipotizzare che l'agguato rientri nella faida tra clan mafiosi che alla fine di novembre, in tre giorni, ha provocato la morte di due pregiudicati e il ferimento di altri due giovanissimi, un quindicenne e un ventunenne.
Il curriculum criminale di Scintilla è ora al vaglio dei carabinieri e del Pm della Dda Lorenzo Lerario ai quali non risulta che la vittima fosse affiliata a clan mafiosi cittadini. Tuttavia, si sta cercando di scavare nella vita dell'uomo: quando fu ferito lo scorso anno, la Dda di Bari ipotizzò che il delitto fosse riconducibile alle frequentazioni femminili di Scintilla che aveva osato importunare la donna di un affiliato ad un clan mafioso barese.
Un dato è certo: a Bari la gente ha paura, qualcuno pensa che sia pericoloso anche passeggiare per strada, pure nel centro murattiano dove regnano lo shopping e i negozi di lusso. Nell'ex capitale della "California del Sud", ormai, si teme che, mattina e sera, possano entrare in azione le pistole dei sicari che colpiscono tra la folla e uccidono (o comunque tentano di farlo) i loro rivali. In molti casi i killer sono giovanissimi, anche minorenni, e spietati: impugnano le pistole per scalare in fretta la gerarchia criminale mafiosa, per fare carriera nei gruppi di fuoco dei clan che ormai da mesi hanno scatenato in città una ferocissima guerra per il controllo del business dello spaccio di droga. La Dda di Bari ha recentemente stimato in 300 persone gli affiliati ai clan. Quelli egemoni, gli Strisciuglio e i Capriati, disporrebbero di 40 killer.
Per capire quanto grave sia la faida basta pensare che negli ultimi due anni due ragazzi, il sedicenne Michele Fazio (16 luglio 2001) e il quindicenne Gaetano Marchitelli (2 ottobre scorso), sono stati uccisi per errore solo perché si trovavano sulla traiettoria di proiettili destinati a pregiudicati.

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