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Domenica 24 Settembre 2017 | 01:42

Approvato il Pit «Area della Murgia»

Finanziato con oltre 85 milioni di euro, è destinato al consolidamento dell'economia basata in particolare su agricoltura e produzione del mobile imbottito
Murgia SANTERAMO IN COLLE (BARI) - La Giunta regionale della Puglia, riunitasi oggi nel Municipio di Santeramo in Colle, ha approvato il Progetto integrato territoriale (Pit) «Area della Murgia» che è destinato al consolidamento dell'economia basata in particolare su agricoltura e produzione del mobile imbottito di una decina di paesi dell'area. Il programma è finanziato con oltre 85 milioni di euro. Il Progetto - è stato illustrato dal presidente dell'esecutivo, Raffaele Fitto - verrà attuato «attraverso l'integrazione di filiera e la diffusione di processi di innovazione di prodotto in direzione di segmenti più elevati di offerta».

Il Pit «Area della Murgia» approvato oggi dalla Giunta regionale pugliese si riferisce ad un'area che negli ultimi mesi è caratterizzata dalla cosiddetta «crisi dei salotti e del mobile imbottito» già al centro dell'attenzione da parte della Regione. Lo ha ricordato il presidente dell'esecutivo, Raffaele Fitto, il quale ha fatto anche cenno alle intese avviate con la Regione Basilicata interessata alla stessa crisi.
«Il programma sta avanzando - ha precisato Fitto - adesso siamo in una fase di incontro tecnico a livello ministeriale tra le due Regioni». Il provvedimento odierno - ha continuato - «si inserisce positivamente in questo percorso, attiva oltre 85 milioni di euro suddivisi su quattro voci sostanzialmente: infrastrutture, servizi, formazione e incentivi».
«Non è un caso - ha proseguito il presidente della Regione Puglia - che avendo individuato i due settori trainanti, mobile imbottito e agricoltura, la percentuale più alta delle risorse è destinata agli incentivi (65% ndr) proprio perché si ha la consapevolezza della difficoltà del momento e della necessità di dotare questo territorio di politiche adeguate».
Anche il Pit della Murgia - ha continuato Fitto - «si inserisce in uno schema nel quale, come al solito, viene premiata positivamente la programmazione dal basso». A tal proposito Fitto ha spiegato che «tutti i sindaci facenti parte di questo programma, le parti sociali e le organizzazioni di categoria hanno contribuito a predisporre il programma e ne hanno condiviso i contenuti». «E questo - ha concluso - penso che sia un riferimento metodologico che certamente deve accompagnarci anche nella fase successiva, cioè quella gestionale».

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