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Venerdì 22 Settembre 2017 | 04:51

Cito: «ho perso 45 kg, vivo un dramma »

«Mi sono reso conto da quando faccio politica di aver commesso l'errore di essermi messo contro le istituzioni; ho sbagliato, non avevo capito»
TARANTO - Dice che la reclusione in carcere gli sta facendo vivere un «dramma», un'«esperienza davvero terribile» e che gli ha procurato una perdita di peso di «circa 45 chili». Sostiene anche di non riuscire a darsi pace, perché è convinto di essere «innocente» e questo afferma di poterlo «gridare» al mondo. E poi promette: «Continuerò a lottare con tutte le mie forze, se il Signore lo vorrà, ho tanta fede».
L'ex sindaco di Taranto ed ex deputato di At6-Lega d'azione meridionale, Giancarlo Cito, da alcuni mesi in carcere per scontare una pena definitiva a quattro anni di reclusione per concorso esterno di associazione mafiosa, denuncia in una lettera il «dramma» che sta vivendo e, allo stesso tempo, chiede scusa agli uomini delle istituzioni contro i quali si è scagliato con forza nel corso degli anni. Alle persone che ha offeso dice: «Vogliate umilmente accettare le mie scuse per gli errori commessi».
«Mi sono reso conto da quando faccio politica - annota nelle quattro pagine della missiva scritte di suo pugno - di aver commesso l'errore di essermi messo contro le istituzioni; ho sbagliato, non avevo capito quanto determinati miei scritti, parole e comportamenti potessero rendermi antipatico agli occhi di molti. Posso assicurare, per la mia educazione, che non ho mai pensato né voluto mancare di rispetto alle istituzioni e, tanto meno, agli uomini che le rappresentavano, dico nessuno!».
«Tutto ciò - aggiunge - mi duole e ne sono mortificato; non so se le scuse che vi formulo oggi voi le possiate accettare, ma vi garantisco che sono sincere. Volevo farlo da tempo ma non ne avevo il coraggio perché mi sono reso conto, in alcune circostanze, di aver esagerato, rafforzando così l'antipatia delle istituzioni nei confronti della mia persona».

La condanna per concorso esterno in associazione mafiosa è diventata definitiva con sentenza della Cassazione il 25 novembre scorso; successivamente, per motivi di salute, Cito è stato posto agli arresti in clinica (dove ha tentato il suicidio nel maggio scorso); sempre a maggio è stato trasferito in carcere. L'ex sindaco di Taranto ha frattanto collezionato due assoluzioni in altrettanti processi e due condanne: a sette anni per concussione in relazione a tangenti, e a dieci mesi per aver ottenuto illegittimamente dallo Stato contributi per la sua emittente televisiva Antenna Taranto 6.

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