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Giovedì 21 Settembre 2017 | 10:53

Tre nuove facoltà universitarie a Taranto

Il Senato accademico di Bari ha votato all'unanimità di istituire tre facoltà a Taranto: di Economia, Scienze giuridiche e Scienze matematiche, fisiche e naturali
TARANTO - «Un passo straordinariamente importante per l'autonomia universitaria di Taranto». Con queste parole il sindaco del capoluogo jonico, Rossana Di Bello, ha commentato la decisione adottata ieri all'unanimità dal Senato accademico di Bari di istituire tre facoltà a Taranto, quelle di Economia, Scienze giuridiche e Scienze matematiche, fisiche e naturali, attualmente a livello di corsi di laurea. L'annuncio è stato dato oggi dallo stesso sindaco e dal presidente della Provincia di Taranto, Gianni Florido, in una conferenza stampa tenuta nella ex caserma Rossarol, nella città vecchia, uno degli edifici destinati ad ospitare attività universitaria (la ristrutturazione dovrebbe concludersi nel giugno 2005). «Il Senato accademico - ha dichiarato Florido - ha applicato una deroga prevista dal primo comma dell'articolo 4 del Piano triennale 2004-2006 del Ministero dell'università e della ricerca. La norma consente di istituire nuove facoltà solo agli atenei con sedi amministrative già esistenti. E' la prima volta che Bari prende una decisione di questo tipo. Evidentemente le argomentazioni illustrate da me e dal sindaco al Senato accademico erano pienamente condivisibili».
Per il presidente della Provincia, questa decisione «chiude una pagina contrassegnata da una spesa di tre milioni di euro senza autonomia. Non abbiamo mai pensato all'Università come ad una scuola secondaria. Ora occorre fare una battaglia con il ministero dell'Università perché si carichi degli oneri e le facoltà vengano attivate».
«Ha vinto il gioco di squadra» - ha aggiunto Di Bello - e ora tocca anche ai nostri parlamentari fare pressioni sul ministero». Nel frattempo Comune e Provincia di Taranto garantiranno la stessa mole di finanziamenti (un milione e 260mila euro circa ciascuno) erogata sino ad oggi per consentire tutte le attività didattiche. Meno ottimista Francesco D'Eri, rappresentante di «Taranto universitaria», la componente studentesca più rappresentativa. «Non confondiamo l'istituzione delle facoltà con la loro attivazione - ha affermato - e non dimentichiamo che ci sono corsi di laurea, come Scienze giuridiche, che si fermano ai tre anni, senza i due successivi. La battaglia va fatta subito per attivare le facoltà, altrimenti l'istituzione serve a ben poco».

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