Cerca

Domenica 24 Settembre 2017 | 17:50

Appalti, pm chiede assoluzione sindaco Taranto

Chiesta l'assoluzione per 7 amministratori del Comune, o ex amministratori, coinvolti nell'inchiesta sull'affidamento dell'appalto per la gestione dell'inceneritore
TARANTO - Nell'udienza con rito abbreviato dinanzi al gup del tribunale di Taranto Pio Guarna, il pubblico ministero Mariano Buccoliero ha chiesto oggi l'assoluzione per sette amministratori del Comune di Taranto, o ex amministratori, coinvolti nell'inchiesta sull'affidamento dell'appalto per la gestione dell'inceneritore. La richiesta di assoluzione riguarda il sindaco di Taranto, Rossana Di Bello, il vice sindaco, Michele Tucci, gli assessori Paolo De Nichilo e Michele Di Fonzo e gli ex assessori Giuseppe Merico, Nicola De Benedictis e Annamaria Lacava: sono accusati a vario titolo di abuso d'ufficio e falso ideologico.
A conclusione delle indagini preliminari, il pubblico ministero aveva chiesto per tutti l'archiviazione, ma il gup aveva ordinato al pm di formulare il capo d'imputazione. Il processo è stato oggi aggiornato al 25 gennaio 2005 per le arringhe difensive.
Oggetto del processo è la delibera numero 97 del 14 giugno 2000 con cui la giunta municipale di Taranto affidò alla società Termomeccanica la gestione dell'inceneritore. A far scattare l'inchiesta fu la Smal, società mista creata in precedenza dal Comune, che riteneva di essere stata danneggiata. Tra il Comune di Taranto e la Termomeccanica, dopo quella delibera, è anche insorto un contenzioso sulla parte economica conclusosi con una transazione alcuni mesi fa. Il contenzioso aveva messo a rischio il posto di lavoro dei 17 dipendenti dell'inceneritore.
Per la stessa vicenda sono stati già rinviati a giudizio altri quattro imputati. Si tratta del dirigente comunale Marcello Vuozzo, del segretario comunale, Luigi Spada, dell'assessore Aldo Condemi e dell'imprenditore Lorenzo Ferrara. Quest'ultimo è titolare della Termomeccanica, l'azienda a cui è stata affidata la gestione dell'inceneritore. Anche per i quattro sotto processo le accuse sono, a vario titolo, di abuso d'ufficio e falso ideologico. Per un difetto di notifica era stata invece stralciata nei mesi scorsi la posizione del dodicesimo indagato, l'assessore Emanuele Basile.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400

Altri articoli dalla sezione