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Lunedì 25 Settembre 2017 | 20:57

Criminalità, un tarantino ucciso a Marbella

Cosimo Pizzo, originario di Sava, è rimasto ucciso insieme ad un bambino di 10 anni, in un regolamento di conti in un centro commerciale spagnolo
MADRID - Uccisi per errore mentre il vero bersaglio del commando di spietati assassini è riuscito a scampare alla morte. Un bambino sivigliano di dieci anni ed un italiano, Cosimo Pizzo, di 36 anni originario di Sava, in provincia di Taranto, sono morti così, perchè si sono trovati lungo la linea di fuoco di tre killer incappucciati che dovevano assassinare un uomo il quale, invece, è sfuggito alle decine di colpi sparati dagli assassini.
Marbella, la notissima località turistica spagnola della Costa del Sol, meta soprattutto di ricchi stranieri (molti gli arabi e i tycoon dell' Est europa), è una città sotto choc per la morte di due innocenti, ma soprattutto per le feroci modalità di quanto è accaduto. Cosimo Pizzo era originario di Sava (in provincia di Taranto) e ormai da qualche anno si era trasferito con la moglie a Marbella, dove aveva avviato un negozio di parrucchiere. Ed è stato proprio nel negozio che Pizzo - che aveva accanto la moglie - è rimasto ucciso, così come il bambino che, casualmente, si trovava davanti all' esercizio insieme ad alcuni parenti.
La dinamica dell' episodio è stata quasi completamente chiarita, anche se non è stato accertato il perchè della spettacolare azione criminale. L' agguato, comunque, per le sue modalità sembra inquadrarsi in un regolamento di conti in seno alle bande che, da qualche anno, hanno creato loro basi nella città, peraltro teatro, nei mesi scorsi, di operazioni di polizia mirate a disaggregare organizzazioni internazionali. I tre killer (che avevano il volto nascosto da passamontagna e impugnavano pistole semiautomatiche) hanno mostrato una feroce determinazione in un agguato che, secondo le prime risultanze delle indagini, sembra essere stato preparato con accuratezza. Gli assassini, appostatisi lungo la strada, hanno sparato contro l' automobile sulla quale viaggiavano alcune persone e tra esse un uomo che, secondo gli inquirenti, era il bersaglio del commando. Quando l' uomo, sfuggito ai primi colpi, ha abbandonato la automobile cercando scampo tra la gente che si trovava in un centro commerciale, i tre killer si sono lanciati al suo inseguimento, entrando nell' edificio e, incuranti dei passanti, continuando a sparare.
Il caso ha voluto che la mancata vittima passasse, correndo, vicino al negozio di parrucchiere di Cosimo Pizzo, davanti al quale il bambino stava passeggiando insieme alla madre e ad altri parenti. I killer non si sono fermati e, nonostante la presenza di altre persone, hanno continuato a sparare. Per Pizzo e per il bambino, centrati da alcune pallottole, non c'è stato nulla da fare. Hanno avuto più fortuna una donna ed una bimba, quest' ultima congiunta della più piccola delle vittime, rimaste ferite in modo lieve così come un altro frequentatore del centro commerciale. Segni di molte pallottole sono state rilevati sui muri esterni del negozio di Cosimo Pizzo. Mentre sono scattate le indagini per chiarire completamente le fasi dell' agguato, una equipe di psicologi sta assistendo i genitori del bambino ucciso. Su alcuni edifici pubblici della città le bandiere ondeggiano a mezz' asta, mentre il Comune di Marbella ha decretato tre giorni di lutto cittadino. In segno di lutto sono state anche sospese alcune manifestazioni legate alla giornata della Costituzione.

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