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«Energia, la Puglia del futuro nel 2012»

di BEPI MARTELLOTTA
BARI - Sembra una Puglia del futuro quella di cui hanno parlato, ieri, il presidente della Regione Nichi Vendola e il direttore della divisione Infrastrutture e Reti di Enel Livio Gallo. Eppure, è una Puglia - che stando al cronoprogramma che si sono dati - si manifesterà già l’anno prossimo, nel 2012, quando le case automobilistiche Mercedes, Nissan e Toyota metteranno in circolazione auto elettriche e nella regione gli automobilisti troveranno 250 colonnine di distribuzione della nuova «benzina» elettrica.
«Energia, la Puglia del futuro nel 2012»
di BEPI MARTELLOTTA

BARI - Sembra una Puglia del futuro quella di cui hanno parlato, ieri, il presidente della Regione Nichi Vendola e il direttore della divisione Infrastrutture e Reti di Enel Livio Gallo. Eppure, è una Puglia - che stando al cronoprogramma che si sono dati - si manifesterà già l’anno prossimo, nel 2012, quando le case automobilistiche Mercedes, Nissan e Toyota metteranno in circolazione auto elettriche e nella regione gli automobilisti troveranno 250 colonnine di distribuzione della nuova «benzina» elettrica.

Non solo, 35 cabine primarie collocate sulle reti elettriche consentiranno lo smistamento in tutta la regione di energia prodotta da fonti rinnovabili (pale eoliche, pannelli solari etc.) e le reti non saranno quelle a cui siamo abituati oggi: si chiamano «intelligenti» perché riescono, viaggiando su banda larga, a mettere in connessione le fonti di produzione con gli utenti finali, dai cui contatori elettrici è possibile monitorare livello di consumo e fabbisogno onde dirottare l’energia lì dove serve evitando dispersioni. Ben 4mila stazioni si occuperanno di raccogliere e inviare questi dati, arginando i rischi di black out cui l’Italia spesso è stata soggetta.

Di più, nella nuova «smart region» che sarà la Puglia (regione intelligente, appunto), saranno distribuiti 100mila dispositivi che consentiranno a molte famiglie di monitorare in tempo reale i propri consumi elettrici (con le relative tariffe applicate). E 4mila stazioni sparse nelle sei province potranno immagazzinare l’energia in surplus onde liberarla al momento giusto.

Sembra il racconto di una Metropolis alla Fritz Lang, ma sia la spa elettrica che la Regione sono pronte a scommettere sul progetto, già finanziato con 50 milioni di euro derivanti dai fondi comunitari Poin. Di questi, 13 sono destinati alle «smart grids», le reti intelligenti, mentre 35 andranno alle cabine primarie. Dietro l’angolo, c’è già il piano Ner 300, col quale mettere a sistema tutti gli interventi e consentire alla Puglia di diventare regione all’avanguardia in Europa anche in una nuova sperimentazione: la trasformazione di energia in surplus in idrogeno, da destinare insieme al metano alla mobilità urbana onde abbattere l’inquinamento da Co2. Attualmente il mercato lo valuta costoso, ma nel giro di pochi anni potrebbe esserci la svolta. Nel frattempo, gli investimenti Enel andranno avanti (quest’anno, circa 100 milioni di euro di cui 10 destinati proprio a questi primi progetti con le prima 9 cabine primarie).

«La Puglia sarà un territorio connesso da tutti i punti di vista, realizzerà un’intelligenza che produce abbattimento di tutti i black out - ha detto Vendola - e un aumento della velocità di comunicazione». «Le reti intelligenti assicurano l’uso razionale dell’energia e la partecipazione attiva di cittadini, imprese e produttori - ha detto Gallo - allo sviluppo sostenibile e all’efficienza energetica». «Ci muoviamo all’interno del protocollo di Kyoto - ha sottolineato la vicepresidente della giunta Loredana Capone - e cioè utilizzare al meglio le fonti di energia rinnovabile e farle entrare nella rete». Per il direttore d’area Politiche di sviluppo Davide Pellegrino la sfida dell’idrogeno consentirà di «chiudere in Puglia il ciclo dell’energia come è stato fatto per i rifiuti».

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