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Sabato 23 Settembre 2017 | 20:25

Bari - Una mostra a 60 anni dal convegno di Omodeo sul Mezzogiorno

Alla realizzazione della mostra, presentata con un convegno, hanno partecipato la Regione Puglia, la Provincia e il Comune di Bari. La rassegna sarà allestita presso l'Archivio di Stato, a partire da gennaio
BARI - «Questa mattina s'inaugura, alle ore 10 precise, nella sala consiliare del Municipio l'annunciato convegno di studi sui problemi del Mezzogiorno»: con queste parole il quotidiano la Gazzetta del Mezzogiorno dava notizia, il 3 dicembre del '44, del convegno che Adolfo Omodeo inaugurava quel giorno. Oggi, a 60 anni di distanza, si è svolto un incontro per ricordare l'avvenimento e annunciare una mostra sull'argomento che sarà inaugurata a gennaio prossimo.
«Non si tratta di un'operazione di retorica o di facciata - ha sottolineato uno dei curatori della Mostra, Vito Antonio Leuzzi dell'Istituto pugliese per la storia dell'antifascismo - ma per sottolineare che a Bari in occasione di quel convegno vennero gettate le basi per molte delle tappe successive che riguardarono l'Italia e il mezzogiorno: si impostarono i problemi della questione meridionale, del risanamento che portò al piano Marshall, della riforma agraria, ma anche della riforma istituzionale (si discusse di repubblica e monarchia), della riforma della giustizia, del voto alle donne». «Per la prima volta, in occasione della mostra - ha aggiunto - sono state coinvolte e hanno partecipato alla realizzazione dell'evento la Regione Puglia, la Provincia e il Comune di Bari: la rassegna sarà allestita in un luogo deputato, l'Archivio di Stato».
«In occasione di questa mostra - ha detto Michele Partipilo, presidente dell'Ordine dei giornalisti, che è tra gli organizzatori dell'iniziativa - è importante anche sottolineare il ruolo che i quotidiani ebbero e che devono avere oggi. All'epoca dettero notizia di questo convegno per sottolineare la ricostruzione, il tentativo di mettere in piedi il Paese e porre all' attenzione nazionale il problema del Mezzogiorno. Attualmente la finalità deve esser analoga, deve evidenziare lo spirito dell'iniziativa: la storia del Sud, nonostante i libri di testo non riportino questi eventi, non è una storia minore, bisogna dare visibilità a questa città, a quegli uomini che organizzarono quel convegno».
Per il sindaco di Bari, Michele Emiliano, «la città del primo atto della resistenza, dell' incontro dei Comitati di liberazione nazionale, della strage di via Niccolò dell' Arca, del gen.Bellomo, una città che in piena guerra era al centro di un'attenzione straordinaria, dimentica se stessa; è necessaria invece una rilettura sia a livello personale sia a livello collettivo della propria storia per poter guardare al futuro».
«Sarebbe bene ricordare anche - ha aggiunto Leuzzi - le personalità che curarono quel convegno, dal sindaco Loiacono a Giuseppe Papalia, Michele Cifarelli, Vittore Fiore, Mario Dilio, che lavorarono fianco a fianco con Guido Dorso, Manlio Rossi-Doria, Federico Comandini Filippo Caracciolo, e l'apporto che portarono alla discussione sui problemi istituzionali in Italia».

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