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Lunedì 25 Settembre 2017 | 06:35

Bari laboratorio della pace

Tavola rotonda interetnica all'Istituto agronomico di Valenzano sul tema «Mediterraneo, Balcani e gestione sostenibile delle risorse naturali» a conclusione delle «Giornate per la cooperazione»
BARI - «La guerra la si vede ogni giorno nei telegiornali, la leggiamo attraverso i quotidiani. È la realtà; ma la pace, che cos'è la pace?». La domanda di un gruppo di studenti di scuola superiore rivolta al direttore dell'Istituto agronomico mediterraneo di Valenzano fa riflettere su come ci stiamo quasi abituando alla guerra, mentre la pace ci sembra sempre più irreale: è più semplice parlare e vivere la guerra, di quanto non sia lavorare per unire e provare che la pace e la cooperazione sono possibili. E proprio per raccontare tutto quello che di pratico e reale si riesce a costruire con la pace, si è tenuta a Valenzano presso l'Istituto agronomico mediterraneo una tavola rotonda tra rappresentanti del ministero degli Esteri, docenti universitari, funzionari pubblici, soggetti istituzionali che ogni giorno sviluppano concretamente politiche che tendono ad unire e non a dividere. Il tema dell'incontro - «Mediterraneo, Balcani e Gestione sostenibile delle Risorse naturali» - rientra nell'iniziativa nazionale «Giornate per la cooperazione italiana», iniziate il 4 novembre e che si concluderanno il 7 dicembre, per sensibilizzare le istituzioni e soprattutto la società sull'importanza strategica e politica delle attività di collaborazione transnazionali, per i benefici comuni che ne derivano.

Viviamo tutti in un mondo globale, dove l'aggettivo significa «spazio comune» da condividere e la corretta gestione delle risorse di questo mondo globale è strategia imprescindibile per la sopravvivenza di tutti. «In un mondo dove tanti diritti di libertà sono negati, qui noi oggi testimoniamo con i fatti la democrazia della cooperazione - ha sottolineato Giuliana Trisorio Liuzzi, vicepresidente del Ciheam (di cui fa parte l'Istituto di Valenzano), nel discorso di avvio della tavola rotonda -. L'obiettivo è una governance globale che parte da una formazione ed uno studio condiviso, attraverso una forza di agire comune per sconfiggere la fame, i problemi della desertificazione, la scarsità di acqua, la perdita di biodiversità». La sala piena di ragazzi di tutte le etnie mediterranee, dal Marocco all'Iran, ha sottolineato con un applauso la propria condivisione a questi obiettivi. Seduti gli uni accanto all'altro giovani egiziani, giordani, croati, iraniani, libici e tantissimi altri, 154 studenti di 21 Paesi mediterranei e mediorientali diversi, che si scattavano fotografie e ridevano tra loro. Le polemiche sulla guerra fuori la porta, dentro solo tanta voglia di imparare e confrontarsi.

«Abbiamo una grande responsabilità - ha detto Cosimo Lacirignola, direttore dello Iam di Bari -: restituire ai nostri figli le stesse risorse che noi oggi stiamo utilizzando e possiamo farlo solo lavorando insieme, partendo dalle nostre diversità per armonizzarle. Lo sviluppo dell'area mediterranea sarà determinato dalla capacità che avremo di cooperare e ruolo fondamentale è assunto dall'agricoltura. La pressione demografica è in crescita e il modello agricolo mediterraneo sarà chiamato a sfamare milioni di persone, una condizione possibile solo all'interno di uno sviluppo sostenibile. Inoltre il modello di agricoltura mediterranea sta diventando un sistema di esportazione, dalla Cina alla California, e questo comporta una responsabilità maggiore: insieme alla nostra agricoltura esportiamo anche cultura».

Dalla tavola rotonda emerge un messaggio: non ci può essere una pace sostenibile senza uno sviluppo sostenibile, ecco perché è indispensabile superare il concetto di emergenza, ambientale o sociale, che occupa troppo spesso le prime pagine dei giornali, per passare ad un sistema di crescita condivisa, magari farà meno notizia ma è questa la base che fa crescere e prosperare i cittadini del mondo. E per imparare insieme ad apprezzare quanto di condivisibile ci sia nel Mediterraneo ecco la musica: in serata presso la Fiera del Levante la «World Youth International Orchestra», composta da 22 giovani musicisti dei cinque continenti e sotto la direzione del maestro Giuranna, eseguirà brani dell'antico repertorio popolare mediterraneo. A chiudere il gruppo italo-palestinese dei Radiodervish con le loro musiche etniche.
Un altro mondo è possibile.
Rita Schena

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