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Lunedì 25 Settembre 2017 | 06:35

Taranto - Rapinavano anziani, tre arresti

Raggiravano persone anziane riuscendo a portar via i loro risparmi. In manette Patrizia Castiglione, di Catania, Nicola Tavilla e Giuseppe Salamone, originari di Messina
TARANTO - Con una raffinata strategia raggiravano gli anziani portando via i loro risparmi. Una banda di truffatori è stata sgominata dagli uomini del Commissariato di Grottaglie, in provincia di Taranto. Tre persone, Patrizia Castiglione, 34 anni, di Catania, Nicola Tavilla, 39 anni e Giuseppe Salamone, 48 anni, entrambi originari di Messina, sono stati arrestati. Nell'ordinanza di custodia cautelare figurano altre cinque persone, non ancora rintracciate, che, come i tre finiti in manette, hanno precedenti specifici.
Le indagini, iniziate a maggio, sono state estese a tutto il territorio nazionale. Il gruppo, infatti, messa a segno la truffa, si spostava rapidamente da Grottaglie a Lecce, da Mola di Bari a Corato, da Barletta a Messina, da Frosinone a Martina Franca (Taranto). I provvedimenti restrittivi sono stati emessi dal gip Michele Nardi, su richiesta del pubblico ministero della stessa Procura Francesco Bretone.
La tecnica utilizzata era sempre la stessa. La vittima veniva individuata tra persone anziane e apparentemente facoltose e avvicinata per la strada con la scusa della richiesta di informazioni. Un primo complice solitamente chiedeva notizie di un medico, destinatario di un lascito ereditario. Alla vittima veniva spiegato che l'eredità doveva essere devoluta per i servizi che questo medico aveva reso ad un facoltoso parente del truffatore.
Quasi sempre succedeva che la vittima rispondeva di non poter essere utile ed a questo punto entrava in scena un secondo complice che diceva di aver ascoltato la discussione e si proponeva di aiutarli a rintracciare il fantomatico medico. Per agevolare la ricerca asseriva di avere importanti conoscenze in ospedale e quindi invitava il complice e la vittima a seguirlo. Il terzetto quasi sempre si avviava a bordo della lussuosa macchina del primo complice.
Durante la conversazione all'interno dell'auto, il primo complice dichiarava di essere la persona che aveva l'obbligo di adempiere alla volontà del defunto parente di rintracciare il medico e consegnargli l'ingente somma di denaro che faceva credere di portare al seguito. Aggiungeva, inoltre, che se il medico fosse morto, aveva l'obbligo di devolvere la somma ad un istituto di carità.
Giunti all'interno dell'ospedale il secondo complice iniziava la sua attività di ricerca tramite il cellulare, facendo credere alla vittima che i suoi interlocutori fossero medici del nosocomio. Al termine dei tentativi simulati riferiva che il medico in questione era deceduto appena un mese prima. A questo punto veniva proposto alla povera vittima di anticipare una consistente somma per poter procedere dinanzi ad un notaio alla donazione in beneficienza, con la promessa di ricevere così al termine dell'operazione una somma di denaro pari al doppio di quella anticipata.
La vittima, quindi, si recava in banca, prelevava quasi tutti i suoi risparmi e, oramai plagiata, li affidava ai due malviventi. Subito dopo alla stessa vittima veniva chiesto di entrare in una tabaccheria per acquistare un foglio di carta ad uso bollo la cui spesa (circa un euro) era beffardamente anticipata dai malviventi.
Tutte le vittime, almeno quelle individuate sinora, all'uscita dalle tabaccherie non trovavano nè i finti benefattori, nè i soldi e, talvolta, anche neanche pellicce e telefoni cellulari.
L'operazione è stata denominata «Fraudator» e rientra in un piano di prevenzione predisposto dal questore di Taranto Eugenio Introcaso che prevede tra le altre cose servizi speciali sui pullman, vicino agli uffici postali, il servizio delle denunce a domicilio, nonchè una attività di sensibilizzazione anche attraverso i mass-media sulle truffe ai danni degli anziani.

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