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Giovedì 21 Settembre 2017 | 08:52

Omicidio Quitadamo - Coinvolti tre carabinieri

Anche un poliziotto tra gli indagati a piede libero per i reati, contestati a vario titolo, di rivelazione del segreto d'ufficio e falsità ideologica riguardo l'assassinio del macellaio di Manfredonia (ucciso il 2 agosto del 2002) e per il quale è stata arrestata la moglie come mandante
MANFREDONIA (FOGGIA) - Sarebbero tre carabinieri ed un agente di polizia, quest'ultimo già trasferito dal commissariato di Manfredonia, gli indagati a piede libero per l'omicidio di Matteo Quitadamo, il macellaio di Manfredonia ucciso il 2 agosto del 2002 e il cui corpo fu ritrovato tre giorni dopo in contrata Restituta. Lo si è appreso in ambienti investigativi.
Quitadamo, secondo la tesi accusatoria illustrata ieri a Foggia al comando provinciale dei carabinieri dal pm della Dda di Bari, Domenico Seccia, fu ucciso su istigazione di sua moglie da un noto esponente del clan Libergolis-Romito, Giuseppe Pacilli, di 32 anni, di Monte Sant' Angelo. La donna, Carmela Fiore, di 41 anni, è stata arrestata ieri per aver istigato un affiliato alla mafia garganica, Pacilli, ad uccidere il marito perchè questi si opponeva alla vendita dell'abitazione di famiglia da poco acquistata. Oltre al presunto killer e alla donna, nell'ambito delle indagini ieri è stato arrestato anche Armando Libergolis, di 29 anni, di Monte Sant'Angelo.
Pacilli sarebbe coinvolto direttamente nell'omicidio e nel tentativo di estorsione compiuto nei confronti di Quitadamo; Libergolis è solo accusato di tentativo di estorsione per aver provato a costringere il macellaio a cedere alle richieste della moglie. I tre carabinieri e il poliziotto sarebbero invece indagati per i reati, contestati a vario titolo, di rivelazione del segreto d' ufficio e falsità ideologica.

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