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Mercoledì 20 Settembre 2017 | 22:13

Chiese aiuto al clan per far fuori il marito

Carmela Fiore, 41 anni, arrestata a Manfredonia, nel Foggiano: sarebbe la mandante dell'omicidio di Matteo Quitadamo. L'uomo si opponeva alla vendita della casa di famiglia
MANFREDONIA (FOGGIA) - Con l'accusa di aver istigato un affiliato alla mafia garganica ad uccidere il marito che si opponeva alla vendita della abitazione di famiglia appena comprata, una donna, Carmela Fiore, di 41 anni, è stata arrestata dai carabinieri a Manfredonia, nel Foggiano. La donna è accusata di essere stata la mandante dell'omicidio premeditato del marito, Matteo Quitadamo, assassinato in un agguato di stampo mafioso il 2 agosto 2002 in contrada Restituta, a Manfredonia.
Oltre alla donna sono stati arrestati Giuseppe Pacilli, di 32 anni, di Monte Sant'Angelo (Foggia), ritenuto affiliato al clan mafioso Libergolis-Romito, e Armando Libergolis, di 29 anni, di Monte Sant'Angelo. A quanto si è saputo, Pacilli è coinvolto nell' omicidio e nel tentativo di estorsione compiuto nei confronti di Quitadamo; Libergolis è solo accusato di tentativo di estorsione per aver provato a costringere Matteo Quitadamo ad accontentare la moglie che voleva cedere la casa senza ottenere danaro.
Nell'indagine sono indagati a piede libero quattro appartenenti alle forze di polizia per i reati, contestati a vario titolo, di rivelazione del segreto d'ufficio e falsità ideologica. I provvedimenti restrittivi sono stati emessi dal gip del Tribunale di Bari Michele Parisi su richiesta del pm inquirente della Dda Domenico Seccia.

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