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Martedì 19 Settembre 2017 | 20:52

Brindisi - Chiuse indagini preliminari per tangentopoli

La Procura della Repubblica chiede rinvio a giudizio di 31 indagati, tra i quali l'ex sindaco Antonino e due ex assessori comunali, accusati di episodi riguardanti tangenti
BRINDISI - A poco più di un anno dall'arresto dell'ex sindaco di centrosinistra di Brindisi Giovanni Antonino (avvenuto il 9 ottobre del 2003), la Procura della Repubblica di Brindisi ha chiuso le indagini preliminari sulla tangentopoli brindisina. I sostituti procuratori Adele Ferraro e Giuseppe De Nozza hanno chiesto il rinvio a giudizio di 31 indagati, tra i quali figurano l'ex sindaco Antonino (Centro democratico) e gli ex assessori comunali dello stesso partito del sindaco Ermanno Pierri e Nicola Siccardi, accusati di episodi diversi riguardanti tangenti.
Nella richiesta di giudizio figurano ancora un ex consigliere comunale di Forza Italia, Marco Pezzuto, e uno della lista civica Città nuova, Giovanni Di Bella, accusati anche loro di aver percepito tangenti.
Per due ex consiglieri comunali, Carmine Dipietrangelo (Ds), che è vicepresidente del consiglio regionale pugliese, e Luigi De Michele (Margherita), e per un dirigente cittadino della Margherita, Franco Leoci, attuale presidente dei revisori dei conti del Comune di Brindisi, la richiesta riguarda l'aver ricevuto denaro da imprenditori per illecito finanziamento ai partiti.
Tra le persone delle quali è stato chiesto il giudizio, per reati diversi, figurano ancora i funzionari comunali Carlo Cioffi e Mario Scioscioli, i dipendenti comunali Teodoro Marinelli, Fabio Lacinio, Luana Cosmai, l'ex consigliere di amministrazione della Società Trasporti Pubblici Stefano Barletta, gli imprenditori Luca Scagliarini, Massimo Ercolani, Antonio D'Oriano, Marco Bertolin, Biagio Pascali, Rocco Errico, Antonio Rizzo, Fabrizio Vezzani, Alfonso Gallo, Gerardo e Giuseppe Vero, Giuseppe Roma, Angelo Grassi, Giovanni Ranalli, e gli intermediari Gianni Faggiano e Fabrizio Criscuolo.
Antonino è accusato di vari episodi di corruzione e concussione legati alla centrale termoelettrica dell'Edipower insieme con Scagliarini ed Ercolani. E' imputato anche per una promessa di tangenti per il terminal containers insieme con Pezzuto e di tangenti per l'acquisto di case insieme con Di Bella, Siccardi, Pascali, Errico, Bertolin e Criscuolo. Gli si contestano tangenti anche per la realizzazione di un centro commerciale insieme con Pierri, funzionari e impiegati comunali e con gli imprenditori della società Aliotto. Contestate ad Antonino ancora tangenti per la manutenzione della pubblica illuminazione di Brindisi insieme con Scagliarini.

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