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Domenica 24 Settembre 2017 | 17:52

E' guerra di mala a Bari: un altro morto

Vito Romito, 18 anni con precedenti penali di lieve entità, è stato crivellato di colpi in via Taranto, nel quartiere San Paolo. Soccorso, è morto poco dopo essere arrivato nel vicino ospedale. Secondo gli investigatori, il ragazzo è stato ucciso nell'ambito della lotta tra i clan baresi Strisciuglio e Capriati. • Guerra tra clan, due omicidi in tre giorni
Bari - Giovane ucciso per strada BARI - Un giovane di 18 anni, Vito Romito, è morto dopo essere stato colpito da sconosciuti con alcuni colpi di arma da fuoco mentre si trovava in via Taranto, nel quartiere San Paolo di Bari. Il giovane, soccorso, è morto poco dopo essere arrivato nel vicino ospedale. Indagini sono state avviate dai carabinieri per identificare i sicari.
Secondo gli investigatori, il ragazzo è stato ucciso nell'ambito della lotta tra i clan baresi Strisciuglio e Capriati. Il giovane aveva infatti precedenti penali, sia pure di lieve entità, e sarebbe stato vicino al clan Strisciuglio. Vito Romito è stato colpito alla gola e alle gambe.
Solo tre giorni fa a Bari vecchia, in un agguato furono presi di mira tre presunti componenti del clan Capriati: Antonio Fanelli, di 26 anni, venne ucciso e rimasero feriti un giovane di 21 anni e un ragazzo di 15 anni.
A sparare a Romito sarebbero stati due uomini in sella ad una moto: una volta trovato il diciottenne nei pressi della sua abitazione, in via Taranto, uno dei due sicari ha fatto fuoco con una pistola calibro 7,65 sparando alcuni proiettili, sei o sette. Sulle modalità dell' agguato i carabinieri non hanno certezze perchè nessuna delle persone che vive nella zona ha detto di aver visto alcunchè.
La vittima, che ha alcuni precedenti penali, ed è ritenuta vicina al clan mafioso degli Strisciuglio, circa quattro mesi fa era stata trovata in possesso di una pistola. Vito Romito è inoltre imparentato - secondo quanto si è saputo dai carabinieri - con il pluripregiudicato barese Antonio Romito, di 27 anni, detto Maradona, considerato dalla Dda di Bari, componente dell' unità operativa armata degli Strisciuglio, uno dei clan più spietati della camorra pugliese e tra i protagonisti della sanguinosa guerra con i rivali dei Capriati; nel corso della faida sono stati anche compiuti agguati tra la folla che hanno prodotto vittime tra la popolazione: tra queste due minorenni.
Il 28 febbraio scorso la Corte d' assise di Bari ha riconosciuto la mafiosità del clan Strisciuglio e ha condannato - a due ergastoli e a pene comprese tra gli otto e i 30 anni di reclusione - diciassette tra presunti fondatori e affiliati all' organizzazione, accusati di aver costituito e preso parte ad un'associazione di stampo mafioso-camorristico dedita agli omicidi, al contrabbando di sigarette, al traffico e allo spaccio di sostanze stupefacenti che avrebbe agito nei rioni San Girolamo e Carbonara, Libertà e nel Borgo Antico di Bari.
Antonio Romito (che si trova in carcere) il 28 febbraio 2004 è stato condannato a dieci anni di reclusione per associazione per delinquere di tipo mafioso. A Romito, il 5 novembre del 2003, i carabinieri notificarono un' altra ordinanza di custodia cautelare, questa volta per concorso in omicidio: ordinanza che fu, però, annullata poco dopo dal Tribunale del Riesame. L'omicidio contestato era quello di Francesco Martiradonna, che venne ucciso con colpi di pistola l'11 novembre 1997, quando aveva appena compiuto 18 anni. L'uccisione - secondo gli investigatori - fu compiuta da un uomo che era a bordo di un ciclomotore guidato da Romito: era stata commissionata dal capoclan Domenico Strisciuglio (condannato all' ergastolo assieme al presunto boss Sigigmondo Strisciuglio il 28 febbraio scorso) che voleva così eliminare un uomo del clan avverso dei Capri.

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