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Giovedì 18 Gennaio 2018 | 14:50

Andria - Colpevoli di aver ucciso Graziella

Per la Cassazione furono Pasquale Tortora, Giuseppe Di Bari, Vincenzo Coratella, Michele Zagaria e Domenico Margiotta ad uccidere la piccola di 8 anni rapita a Castel del Monte
TRANI - Colpevoli anche per la Cassazione. Anche per la Suprema Corte, quindi, furono Pasquale Tortora, Giuseppe Di Bari, Vincenzo Coratella, Michele Zagaria e Domenico Margiotta ad uccidere Graziella Mansi, la piccola di 8 anni rapita a Castel del Monte il pomeriggio del 19 Agosto del 2000.
Da oggi dunque la vicenda è coperta da giudicato. La Cassazione ha confermato in pieno le sentenze di secondo grado che a loro volta avevano confermato i verdetti del primo grado di giudizio celebrato a Trani. Qui Pasquale Tortora, colui che adescò Graziella alla fontanina del Castello, fu condannato a 30 anni di carcere evitando l'ergastolo per aver scelto il rito abbreviato. La Corte d'Assise tranese, invece, comminò il massimo della pena agli altri 4 giovani ragazzi andriesi che abusarono di Graziella dandola alle fiamme quand'era ancora viva.
Il ricorso in Cassazione presentato dal collegio di difesa degli imputati si basava sulla presunta inutilizzabilità della confessione di Zagara, uno dei pilastri su cui si fondava il giudizio della Corte d'Assise di Bari.
Il dispositivo della sentenza della Cassazione è stato pronunciato oggi pomeriggio, per le motivazioni, invece, si attenderà nei prossimi mesi. Ad oltre 4 anni dall'efferato delitto e con tre gradi di giudizio trova definitiva conferma l'impianto accusatorio del sostituto procuratore della Repubblica di Trani Francesco Bretone.
Al processo erano costituiti parte civile i familiari della bambina e il Comune di Andria, città in cui Graziella viveva.

La ricostruzione
Durante le indagini Pasquale Tortora confessò agli inquirenti di aver adescato la piccola per consegnarla al «branco» e rivelò i nomi dei suoi complici.
Graziella, figlia di un venditore ambulante di frutta secca e di una casalinga, fu sequestrata ai piedi di Castel del Monte mentre riempiva un secchio d' acqua a una fontanella pubblica. Ad adescarla fu Tortora, che condusse la piccola nel bosco vicino col pretesto di farle vedere una cucciolata. Qui, secondo quanto è stato accertato, la bimba fu presa in consegna dagli altri imputati che tentarono prima di violentarla e poi la bruciarono viva su un tappeto di foglie secche.

Antonello Norscia

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