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Giovedì 21 Settembre 2017 | 07:15

Tour in Puglia contro la violenza sulle donne

Amnesty International ha organizzato una serie di conferenze in Puglia per Hauwa Ibrahim, l'avvocato di Safyia Hussaini e Amina Lawal, le due donne condannate alla lapidazione in Nigeria
BARI - All'interno della campagna «Mai più violenza sulle donne», l'associazione Amnesty International ha organizzato un tour in Puglia per Hauwa Ibrahim, l'avvocato di Safyia Hussaini e Amina Lawal, le due donne condannate alla lapidazione in Nigeria per aver avuto un figlio al di fuori del matrimonio.
Gl'incontri si sono tenuti a Foggia, Bari, Matera, Taranto e l'ultimo a Molfetta, nella sala Turtur, alla presenza anche di Nicola Occhiolino, assessore alla Solidarietà Sociale, della Provincia di Bari.
Subito sì è entrati nel vivo del problema: i diritti umani e, nello specifico, i maltrattamenti sulle donne.
I dati: tutt'oggi una su tre subisce maltrattamenti d'ogni sorta e, inoltre, la violenza domestica provoca più morte, tra il «gentil sesso» (di età tra i 16 ai 44 anni), del cancro e degl'incidenti stradali.
In pace e in guerra, nel privato delle proprie mura o in pubblico dinnanzi a tutti, le discriminazioni ai danni dell'universo femminile proseguono indisturbate, grazie all'impunità di cui godono gli abusi maschili.
I numeri parlano da sé, i fatti altrettanto: nel mondo esistono 135 milioni di donne amputate nelle loro intimità avendo subito la pratica dell'infibulazione, dolorosa e pericolosa fino all'estremo rischio.
«Quale strategia abbiamo usato? Come abbiamo salvato Amina e Safya dalla morte per lapidazione voluta dal codice penale degli estremisti mussulmani?»
L'avvocato Hauwa Ibrahim si pone da sola la domanda, sa che quello è il nodo d'ogni vittoria.
Risponde affermando, con tono dolce e sicuro, che: «Capire la loro mentalità, i loro valori, su cosa basano le dinamiche di comportamento è stato decisivo per aprire un canale di comunicazione». «Di certo - prosegue - il sostegno delle organizzazioni umanitarie è stato fondamentale, ci ha fornito il supporto di esperti sulla legge internazionale. Gli avvocati di «Senza frontiere» hanno lavorato con noi».
L'avvocatessa che ha difeso ben 40 casi legati alla Svaria, codice penale islamico in vigore dal 1999 solo nel nord della Nigeria, non ha dubbi: «La globalizzazione in atto mette a rischio culture, identità e valori del passato che cercano, di contro di radicarsi con maggior vigore per dare sicurezza a vulnerabili tessuti sociali. Ma - conclude Hauwa Ibrahim - pur nel massimo rispetto e comprensione, bisogna lavorare per eliminare la violenza contro le fasce più deboli della società, ovvero donne e bambini».
«Nuove soglie di civiltà ci attendono - sottolinea - però è necessario che anche le istituzioni agiscano. Nello specifico, diverse organizzazioni umanitarie stanno chiedendo alle Nazioni Unite di adottare una convenzione contro le discriminazioni e gli abusi ma anche di sottoscrivere un trattato internazionale per il controllo della produzione commercio delle armi».
Perché la collaborazione e l'impegno di tutti è indispensabile alla creazione del mondo che verrà.
Stefania Lisena

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