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Giovedì 21 Settembre 2017 | 12:42

Bufera giudiziaria a Trani

Coinvolti sindaco, assessori, consiglieri comunali di maggioranza, il dirigente della sesta ripartizione, il commissario straordinario dell'Ipab Don Milani, il responsabile dell'ufficio darsena comunale, il responsabile della banchina, i consigli d'amministrazione di Amet e Amiu, nonché la Cooperativa Sociale Centro Multiservizi
TRANI - Un ciclone giudiziario che al di là del peso specifico delle singole accuse non risparmia nessuno e coinvolge sindaco, assessori, consiglieri comunali di maggioranza, il dirigente della sesta ripartizione, il commissario straordinario dell'Ipab Don Milani, il responsabile dell'ufficio darsena comunale, il responsabile della banchina, i consigli d'amministrazione di Amet e Amiu, nonché la Cooperativa Sociale Centro Multiservizi di Trani.
In totale 34 persone accusate a vario titolo per fatti distinti tra loro ma racchiusi dal sostituto procuratore della Repubblica di Trani Giuseppe Maralfa in un'unica inchiesta su presunti illeciti che sarebbero stati commessi tra la fine del 2002 e quest'anno. Mesi d'indagini condotte dai Carabinieri che ora rischiano di suscitare un terremoto politico alla vigilia, peraltro, del consiglio comunale di lunedì. Occasione in cui il primo cittadino Giuseppe Tarantini parlerà alla cittadinanza dopo due giorni di assoluto silenzio.
L'inchiesta, dunque, racchiude diverse contestazioni che tuttavia si dipartono in due filoni principali: l'esecuzione dell'appalto di servizio d'assistenza ai diportisti conseguito dal Centro Multiservizi di Trani, con appalto bandito nell'Ottobre 2002 cessato lo scorso Aprile, e l'affidamento di un incarico legale, sia da parte dell'Amiu che dell'Amet, al figlio del consigliere comunale di maggioranza Giuseppe De Simone.
E' perciò che risultano indagati i componenti delle due municipalizzate, che avrebbero ratificato le deliberazioni adottate dai rispettivi presidenti per l'affidamento dell'incarico professionale "su istigazione e quindi in concorso col sindaco, a sua volta indotto dal consigliere comunale di maggioranza Claudio Erriquez". L'ipotesi di reato è concorso in abuso d'ufficio.
"Associazione per delinquere finalizzata alla turbata libertà degli incanti, all'inadempimento di contratti di pubbliche forniture, a frode nelle pubbliche forniture, alla truffa in danno di ente pubblico" è, invece, l'accusa mossa dal Pm Maralfa allo stesso Erriquez, ad Arturo Maletti, Alberto Tella, Stefano e Michele Fiantanese e Domenico Cilli nell'ambito dell'aggiudicazione ed esecuzione del contratto d'appalto per i servizi ai diportisti ed alla darsena ad opera della Cooperativa Sociale Centro Multiservizi.
Sul filone della Cooperativa sono diversi gli episodi contestati.
A diverso titolo nel filone d'inchiesta è coinvolto anche il comandante dei vigili urbani Mauro De Pinto in qualità di dirigente della VI ripartizione che, secondo la Procura, avrebbe omesso di muovere alla Cooperativa contestazioni che potevano giungere alla risoluzione del contratto, ed avrebbe espresso parere favorevole alla proroga dell'appalto.
L'assessore Giacomo Ceci, invece, è accusato di concorso in truffa perché avrebbe emesso una fattura per un'attività di consulenza mai resa che sarebbe servita alla Multiservizi a coprire parzialmente alcuni ammanchi di cassa.
Il commissario straordinario dell'IPAB Don Dilani, Alessio Di Trani, è accusato di turbata libertà degli incanti perchè avrebbe affidato alcuni servizi alla Multiservizi su istigazione di Maletti e dall'assessore Gino Simone.

Antonello Norscia

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